A lanciare l’allarme è una fonte autorevole come il Times che dalle sue pagine prova a far partire una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica rispetto ai moltissimi ciclisti che rimangono vittime di terribili incidenti sulle strade. Il titolo forte e di sicuro impatto recita “save our cyclist” e richiama l’attenzione dei lettori su delle cifre sicuramente poco confortanti: nel Regno Unito, nell’ultimo decennio, sono stati quasi milletrecento i ciclisti deceduti in seguito ad incidenti stradali; e se analizziamo i dati del nostro Paese non appaiono certamente più rassicuranti: negli ultimi dieci anni oltre duemila cinquecento italiani sono morti a causa di incidenti in bici, e solo nel 2010 sono stati più di duecento sessanta, che significa il sei per cento del totale dei morti per incidente; la preoccupazione non sembra essere molto diffusa nonostante i ciclisti in Italia siamo undici milioni.
Il Segretario Generale della Fondazione Ania per la sicurezza stradale sottolinea come quello delle categorie deboli, sia ciclisti che pedoni, sia un problema a livello mondiale ed inoltre come si debba lavorare ancora molto non solo per prevenire ma anche con campagne per sensibilizzare. Nel 2010 il nostro Paese era in terza posizione per il tasso di mortalità delle persone in bicicletta, peggiore che nel nostro Paese la situazione era solo in Polonia e Germania; molto meglio la situazione sia in Romania che in Francia o in Olanda.
Fondamentali per cambiare questa triste classifica , secondo Umberto Guidoni, sono sia importanti campagne di sensibilizzazione, di educazione stradale ma anche la certezza che i colpevoli di incidenti vengano puniti.
Posted under due ruote, incidenti, sicurezza stradale
Questo post è stato scritto da admin in data Febbraio 8, 2012
