A Milano riparte l’Ecopass, con l’autunno in arrivo novità

Dopo lo stop estivo, con il ritorno dalle vacanze ricompare il famigerato Ecopass, la tassa antismog che da qualche anno viene imposta ai guidatori di mezzi inquinanti che entrano nella Cerchia dei Bastioni del centro città. La situazione dovrebbe restare invariata fino a fine anno, anche se la nuova giunta comunale, guidata dal Sindaco Pisapia, prevede di modificarne le regole entro fine ottobre.

Diverse sono, infatti, le ipotesi al vaglio della giunta: si va dall’allargamento della zona a pagamento – anche se difficilmente il sistema di trasporto pubblico della circonvallazione esterna è in grado di sostituirsi in toto al sistema delle auto private – all’estensione della tassa a tutti i veicoli circolanti, non solo a quelli più inquinanti (e più vecchi). Effettivamente, sono stati proprio i cittadini meno abbienti, quindi in possesso di veicoli meno ecocompatibili, ad aver subito maggiormente le conseguenze dell’introduzione dell’Ecopass in città. Non è un caso che i cittadini abbiano espresso la loro preferenza a questa soluzione durante il referendum sulla mobilità dello scorso giugno.

Se queste sono le due possibilità più discusse, va detto che non sono le sole: è stata proposta una soluzione intermedia, con l’allargamento dell’Ecopass anche ai veicoli Euro 3 e Euro 4 (che fino ad oggi non pagano per entrare nei Bastioni); un provvedimento flessibile, che permetta ai veicoli commerciali di avere accesso nell’area Ecopass in orari a traffico meno intenso; ancora, un ticket stagionale che aumenti le restrizioni d’inverno e le diminuisca d’estate.

Ad ogni modo, l’ipotesi che tiene banco maggiormente resta quella dell’estensione globale della tassa: quel che occorre capire è come cambieranno le tariffe, e se ci sarà un solo ticket per tutti o se ci saranno differenze tra veicoli commerciali e privati. Certo, se l’area interessata resterà la stessa, difficilmente l’Ecopass potrà diventare davvero uno strumento per combattere lo smog in città: una zona così piccola, anche se praticamente chiusa al traffico, non può produrre un miglioramento sensibile all’aria della città. L’obiettivo – lo ammette l’Assessore alla mobilità Francesco Maran – è ridurre il traffico in centro.

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Questo post è stato scritto da admin in data Agosto 24, 2011

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“MilanoSìmuove”: 5 referendum per migliorare vita e ambiente nel capoluogo lombardo

“MilanoSìmuove”, questo il nome della campagna nata per dare vita ai cinque referendum per favorire la qualità della vita e dell’ambiente nel capoluogo meneghino.
I suoi ideatori, che avevano raccolto le prime adesioni già a giugno,  hanno visto approvare ufficialmente le prime firme dei 100 sottoscrittori solo ieri. L’approvazione, arrivata dalle stanze di Palazzo Marino, ha permesso di avviare la convalida dei moduli destinati alla raccolta di tutte le  firme necessarie a rendere concreti questi referendum. Perché si arrivi alle urne servono infatti ben 15.000 sottoscrittori che dovranno aderire alla campagna entro il 6 novembre 2010.
“MilanoSìmuove” è stata lanciata da Marco Cappato, Segretario in carica dell’Associazione Luca Cascioni, con l’obiettivo di evitare che la “Milano dell’Expo” si trasformi nella capitale dell’inquinamento degli spazi urbani e della speculazione edilizia.
Bisogna sottolineare che l’iniziativa viene sostenuta grazie all’attività dei suoi volontari e alle donazioni dei cittadini, per avere un approfondimento maggiore su come viene gestita la campagna si può visitare il sito ufficiale www.milanosimuove.it. Le firme per sostenere il progetto vengono raccolte presso alcuni uffici pubblici e presso i banchetti allestiti nelle vie della città. Nello specifico i 5 referendum prospettano di:
1: RIDURRE TRAFFICO E SMOG RIDUCENDO L’USO DELL’AUTO PRIVATA
L’obiettivo è scoraggiare l’utilizzo dell’auto e potenziare il sistema dei mezzi pubblici, anche estendendo l’Ecopass e rendere la zona del centro pedonale e off limits alle macchine. Dimezzare il traffico significherebbe ancora: completare due nuove linee metropolitane, realizzare 300 km di piste ciclabili, potenziare il bike sharing, il car sharing e i minibus di quartiere, estendere la regolamentazione della sosta e incentivare la rottamazione definitiva delle auto, utilizzando a questo fine le risorse generate dall’estensione di Ecopass a tutte le auto.
2: RADDOPPIARE LA PRESENZA DEGLI ALBERI IN CITTA’
Una Milano senza auto vedrebbe raddoppiare gli alberi e le aree verdi. La proposta da firmare prevede di riservare a verde pubblico almeno la metà delle superfici in via di riqualificazione, di garantire a tutti giardini e aree gioco per bambini entro 500 metri da casa, utilizzando i proventi di tariffe progressive per chi spreca risorse ambientali scarse e coinvolgendo sponsor e cittadini nella cura del territorio.
3: AVERE IN EREDITA’ DALL’EXPO UN PARCO
Il terzo referendum chiede di lasciare alla città come eredità dell’EXPO un nuovo grande parco, connesso con il sistema delle aree verdi e delle acque, evitando i rischi della speculazione edilizia.
4: ALZARE IL LIVELLO DI EFFICIENZA ENERGETICA PER RISPARMIARE ENERGIA
Per dimezzare le emissioni inquinanti derivanti dagli edifici si chiedono standard di alta efficienza energetica per la costruzione di quelli nuovi edifici e la rimessa a nuovo di quelli vecchi privi di valore storico.
5: RIQUALIFICARE LA ZONA DELLA DARSENA
Con l’ultimo referendum si vuole far tornare la Darsena il porto di Milano e riattivare a tratte, laddove possibile, il paesaggio urbano e il sistema dei canali dei Navigli oggi interrati, attraverso le risorse generate dalla parziale dismissione del patrimonio immobiliare pubblico.

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Questo post è stato scritto da admin in data Luglio 8, 2010

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