Dispositivi antisonno a bordo

Il futuro delle auto passa per le nuove tecnologie pensate per la sicurezza di chi guida e degli altri. Sempre più veicoli saranno dotati di strumenti che misurano alcuni parametri del conducente al fine di prevenire colpi di sonno o apnee. Chi guida sarà monitorato costantemente nel modo in cui muove lo sterzo, nel modo in cui accelera e in base ai cambi di direzione.

Quando il sistema elettronico che tiene questi comportamenti sotto controllo rileva un cambio nello stile di guida, produrrà un allarme sonoro a mò di sveglia e si accenderà una spia sul cruscotto che riproduce una tazzina di caffè. Questo servirà al conducente di ricordarsi di fare una pausa. È facile infatti rilevare comportamenti anomali: per esempio chi sta per lasciarsi andare a un colpo di sonno diminuisce i movimenti dello sterzo, salvo poi dare dei colpi improvvisi che portano a un cambio di direzione repentino. L’angelo elettronico, nome di battesimo di questa utile trovata, scatterà di default ogni 4 ore, in modo che ci si ricordi di fermarsi a intervalli periodici nel caso si debba guidare per lunghi tragitti. Se dopo l’”allarme” non si effettuano pause, la sveglia suonerà ogni 15 minuti.

Questi sistemi, seppur sensibilissimi e frutto di tecnologie avanzate, non sono in grado di funzionare su strade battute, in presenza di venti forti e a velocità inferiori ai 65 chilometri orari. Ma sono state già messe a punto delle strumentazioni di bordo ancora più sofisticate. Ad esempio sono disponibili sensori e telecamere che misurano i movimenti degli occhi e dei battiti di ciglia o, ancora, dei dispositivi Bluetooth che si applicano al polso e monitorano i parametri vitali, come il battito cardiaco, avvisando il conducente di un eventuale rallentamento che potrebbe indicare un colpo di sonno.

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Questo post è stato scritto da admin in data Giugno 15, 2015

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Zone del centro aree a 30km/h

Benchè in molti continuino a pensare di esserne i padroni incontrastati, le strade delle nostre città sono un bene pubblico e come tale devono essere curate, alla stregua di tanti servizi che vengono offerti ai cittadini. Soprattutto quando si parla di pedoni e ciclisti, le categorie più vulnerabili che circolano in città, sta crescendo la sensibilità verso questo tipo di argomenti e proprio da un bisogno di tutela sempre maggiore nasce l’incontro di Bologna tra le amministrazioni della città delle torri, di Milano e di Torino. L’incontro si svolge ogni due anni e in questo 2015 ha partorito la Carta di Bologna per la Mobilità Nuova.

La proposta più discussa e centrale dell’edizione appena terminata è stata quella di estendere agli interi centri storici il limite di velocità dei 30 chilometri orari. Attualmente queste aree sono diffuse a macchia di leopardo nelle tre grandi città, l’obiettivo rimane quello di trasformare tutto il centro su questo modello e renderlo un’oasi di pace e, soprattutto, sicurezza per ciclisti e pedoni. Il territorio urbano diventerebbe così zona 30 km/h, mentre le arterie principali della città potranno essere percorse a 50 km/h.

Della proposta, che in realtà è un vero e proprio impegno delle amministrazioni, si è detta ovviamente contenta e soddisfatta anche Legambiente: un limite di velocità così ridotto punta a ridurre sensibilmente i veicoli in circolazione, incoraggiando i cittadini a far uso dei mezzi pubblici e quindi a tagliare le emissioni inquinanti.

A corredo di questo obiettivo, le tre amministrazioni si sono ripromesse di aumentare il budget destinato ai mezzi pubblici e a dimezzare il numero di vetture in circolazione sulle aree urbane.

Posted under Novità, automobili, sicurezza stradale

Questo post è stato scritto da admin in data Aprile 17, 2015

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