Senza padroni, non appartengono ai grandi cartelli, sono indipendenti e spesso non hanno alcun logo, qualcuno li definisce anche i “ benzinai del popolo”, molto più semplicemente stiamo parlando delle cosiddette “ pompe bianche”, l’unica possibilità per gli automobilisti italiani di sopravvivere al rincaro continuo del petrolio evitando che ad ogni pieno di benzina si svuoti il portafogli.
Questi distributori rappresentano ormai una preoccupazione per quelli tradizionali, che essendo parte di una grande compagnia lavorano con i vincoli determinati dalle ormai note major del petrolio, che accusano i gestori “ no logo” di concorrenza sleale. La garanzia del successo di questi benzinai è data dalla garanzia di risparmio assolta che consentono ad ogni rifornimento, che si tratti di benzina o di gasolio; si passa dai 5 o 6 centesimi per litro ma in alcuni si toccano anche i 10 centesimi, che tradotto a titolo esemplificativo significa, per una vettura di media cilindrata, dai 3 ai 6 euro in meno ad ogni rifornimento.
Non si tratta affatto di un fenomeno recente, infatti da almeno quindici anni si trovano in Italia queste “pompe bianche” ma solo nei momenti di particolari aumenti continuati di benzina e gasolio ne si sente parlare con maggiore frequenza. “ Quotidiano energia”, informatore online dice che il quantitativo complessivo di queste pompe di benzina è destinato a crescere come è accaduto in Francia, o in Germania dove questi distributori detengono il venticinque per cento del mercato. Oggi in Italia ci sono più di duemila pompe bianche su un totale di 22.500 distributori tradizionali. Ancora non hanno una rilevanza pesante sul mercato ma è interessante lo sviluppo continuato nel tempo, presenza importante si rileva in Umbria, Toscana e Lombardia anche se sono ormai presenti in tutto il Paese.
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Questo post è stato scritto da admin in data Marzo 13, 2011
