Italiani impreparati sulla sicurezza in auto per i bambini

Nextplora ha realizzato, su commissione di Linear Assicurazioni, un’analisi del comportamento dei nostri connazionali rispetto alle norme che regolano l’uso dei seggiolini per i bambini, di altezza minore di un metro e cinquanta centimetri, in auto; ed il risultato è sconfortante: gli italiani si sono rivelati impreparati e notevolmente in confusione tra leggi ormai non più in vigore e proprie convinzioni. Un automobilista su quattro crede che sia ancora valida la norma che obbligava all’uso del seggiolino fino ai dodici anni, un altro dieci per cento crede che non vi siano leggi a riguardo ma tutto dipenda dal peso del bambino.

A questo risultato non confortante si deve aggiungere che circa tre quarti dei nostri connazionali ignorano quale sia la posizione migliore per collocare il seggiolino, infatti solo il 25 per cento degli intervistati dice che andrebbe messo sul sedile posteriore, preferibilmente in posizione centrale, poiché maggiormente protetto sia in caso di incidente frontale che laterale.

A venti tre anni dall’approvazione della norma sull’obbligo delle cinture si sicurezza sembra invece che il messaggio sia passato: oltre l’ottanta per centro degli intervistati è consapevole del fatto che devono essere indossate sia da adulti che dai bambini.

È inversamente proporzionale all’ignoranza delle leggi sulla sicurezza per il trasporto dei bambini in macchina la grande domanda si servizi dedicati ai più piccoli lungo la rete autostradale italiana; in modo particolare gli intervistati avvertono il bisogno di avere servizi igienici dedicati ai bambini, lo chiede quasi la metà delle intervistate, ma anche zone dedicate al gioco nelle aree di sosta e menù realizzati appositamente per i bimbi negli autogrill.

Per evitare che il bambino si annoi in auto un italiano su quattro usa apparecchi tecnologici come dvd o giochi elettronici, mentre quasi la metà racconta fiabe o inventa giochi.

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Questo post è stato scritto da admin in data Giugno 7, 2011

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Direct Line fotografa gli automobilisti italiani…e non vengono bene

La più famosa compagnia diretta di assicurazioni online per le automobili e le moto, Direct Line, ha commissionato, all’istituto di ricerca Nextplora, un’indagine sugli automobilisti italiani e il risultato non è per nulla lusinghiero. Fondamentalmente il guidatore italico è distratto e arrogante, ma la cosa più triste è che ne è pienamente cosciente. Quelli raccolti da Nextplora per conto dell’Ufficio Studi e Ricerche di Direct Line, infatti, sono dati derivanti da dichiarazioni spontanee dei diretti interessati che, oltre a mettere in luce i propri difetti, hanno anche paragonato il proprio stile di guida a quello degli automobilisti delle altre nazioni europee. Quasi un intervistato su due (48% la cifra precisa) è convinto che proprio l’Italia sia il Paese Europeo in cui si guidi peggio. Il secondo posto di questo podio tutt’altro che desiderabile se lo è aggiudicato la Grecia (20%) e il terzo, molto distante, la Spagna (8%).
Ma come abbiamo conquistato questo primato? Fondamentalmente per uno stile di guida a detta di molti troppo spericolato (45% di chi ha risposto) e perché, vuoi per il telefonino o perché come diceva uno spot di qualche tempo fa, a noi piace chiacchierare, gli italiani al volante sono distratti (39%). Non ultima l’italica propensione al battibecco. L’arroganza di chi guida è giudicata come la terza ragione (34%) per portare gli italiani al vertice della classifica dei peggiori guidatori europei. Autocritica anche delle donne che, nel 43% dei casi, si giudicano guidatrici meno brave delle loro colleghe di altre nazioni.
Gli italiani, dicono da Direct Line, hanno però notevoli margini di miglioramento.
E c’è proprio da sperarlo. Questa volta, riuscire a non conservare il titolo di campioni sarà la vera vittoria.

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