Zone del centro aree a 30km/h

Benchè in molti continuino a pensare di esserne i padroni incontrastati, le strade delle nostre città sono un bene pubblico e come tale devono essere curate, alla stregua di tanti servizi che vengono offerti ai cittadini. Soprattutto quando si parla di pedoni e ciclisti, le categorie più vulnerabili che circolano in città, sta crescendo la sensibilità verso questo tipo di argomenti e proprio da un bisogno di tutela sempre maggiore nasce l’incontro di Bologna tra le amministrazioni della città delle torri, di Milano e di Torino. L’incontro si svolge ogni due anni e in questo 2015 ha partorito la Carta di Bologna per la Mobilità Nuova.

La proposta più discussa e centrale dell’edizione appena terminata è stata quella di estendere agli interi centri storici il limite di velocità dei 30 chilometri orari. Attualmente queste aree sono diffuse a macchia di leopardo nelle tre grandi città, l’obiettivo rimane quello di trasformare tutto il centro su questo modello e renderlo un’oasi di pace e, soprattutto, sicurezza per ciclisti e pedoni. Il territorio urbano diventerebbe così zona 30 km/h, mentre le arterie principali della città potranno essere percorse a 50 km/h.

Della proposta, che in realtà è un vero e proprio impegno delle amministrazioni, si è detta ovviamente contenta e soddisfatta anche Legambiente: un limite di velocità così ridotto punta a ridurre sensibilmente i veicoli in circolazione, incoraggiando i cittadini a far uso dei mezzi pubblici e quindi a tagliare le emissioni inquinanti.

A corredo di questo obiettivo, le tre amministrazioni si sono ripromesse di aumentare il budget destinato ai mezzi pubblici e a dimezzare il numero di vetture in circolazione sulle aree urbane.

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Questo post è stato scritto da admin in data Aprile 17, 2015

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Auto Show: Fiat c’è…e poi?

Come tutto il mondo dei motori, anche noi ci eravamo occupati del terremoto Motor Show e del desiderio di Alfredo Cazzola, ex patron del salone bolognese, di spostare la sua manifestazione a Milano dopo aver venduto tutto a GI Events. Adesso dicembre, il mese fissato per entrambi gli appuntamenti, si avvicina e qualcosa è cambiato.

A smuovere le acque è stato prima di tutto il cambio al comando della Ferrari che, da Montezemolo, è passato a Marchionne, più “Milano-oriented” del suo predecessore che, fra l’altro, partecipava alla gestione di Bolognafiere. Dal Salone dell’auto di Parigi, il nuovo presidente del Cavallino si è schierato apertamente con Alfredo Cazzola, spingendo affinchè l’Italia abbia un suo evento legato ai motori come si deve e come si merita. È per questo che tutto il gruppo del Lingotto e i suoi marchi saranno a Milano, all’Auto Show previsto dall’11 al 21 dicembre. Anche Audi ha già detto sì, ma qui si fermano le adesioni. Per di più, sul sito non sono ancora disponibili i biglietti, cosa che invece è già disponibile su quello del Motor Show.
L’idea per Milano è di rendere l’Auto Show un evento sulla scia dello stile del Salone del Mobile, ovvero una manifestazione che si estende oltre i quattro padiglioni fieristici e colora la città di eventi continui e coinvolgenti.

Quello che lascia perplessi tutti è che contemporaneamente all’Auto Show ci sarà il Motor Show a Bologna, dal 6 al 14 dicembre. Si rischia, così, di giocare a rubarsi pubblico, cosa che non contribuirebbe di sicuro a ridare all’Italia un evento che molti si aspettano.

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Questo post è stato scritto da admin in data Ottobre 3, 2014

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