130, 150, 160…chi corre di più?

I morti sulle strade sono sempre più numerosi, ma se ci si potrebbe aspettare che il Governo spinga per abbassare i limiti di velocità, in realtà in questi giorni si sta assistendo a una specie di asta al rialzo per definire i n uovi limiti. Se già aveva suscitato un vespaio di polemiche la proposta della Lega di portare a 150 Kilometri orari il tetto della velocità sulle autostrade italiane, il Partito della Libertà, per tramite del senatore Cosimo Izzo, ha proposto un emendamento che porta il limite a 160 kilometri pur lasciando all’ente gestore (Società Autostrade, ad esempio) l’ autorità di innalzare il limite e non l’obbligo a farlo.
Se i limiti proposti nell’emendamento diventassero legge si arriverebbe al paradosso per cui anche chi viaggia a quasi 180 chilometri all’ora (178 per essere precisi) in realtà correrebbe solo il rischio di vedersi comminata una sanzione di 155 euro e sottratti 5 punti alla patente. Ben poca cosa rispetto al rischio che farebbe correre a se stesso e agli altri automobilisti.
Asaps.it, il portale della sicurezza stradale, ha sollevato a gran voce la questione e ha dichiarato ufficialmente che se la proposta dovesse diventare legge pubblicherà sul suo sito le statistiche dei morti sulle strade aggiornata settimana per settimana. Vogliamo veramente assistere all’implementazione di quello che l’associazione ha chiamato il “pallottoliere dei morti”? Forse non ce n’è affatto bisogno. Basterebbe porre più giudizio. Al volante e nelle aule in cui si fanno le leggi.

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Questo post è stato scritto da admin in data Dicembre 16, 2009

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Assicurazione.it e TNS raccontano gli italiani al volante

In questi giorni sono stati comunicati i risultati di una divertente indagine condotta dall’Istituto di ricerche TNS per conto di Assicurazione.it.
Secondo i dati raccolti, negli ultimi 12 mesi l’ 83% dei patentati italiani ha infranto almeno una volta il codice della strada, e la percentuale è pressoché identica fra gli automobilisti e i motociclisti.
L’infrazione più comune, commessa da oltre 16 milioni di Italiani, è stato il non rispetto dei limiti di velocità. A correre di più sono stati gli uomini e le persone che avevano già compiuto i 55 anni. La medaglia d’argento del podio delle infrazioni è stata conquistata dal mascostume italiano di parlare al cellulare mentre si guida. I dati raccolti da TNS hanno dimostrato che a farlo sono stati ben 15 milioni di italiani e questa volta, i maligni diranno che era prevedibile, sono risultate le donne le più inclini a questo comportamento.
Il dato più sorprendente emerso dall’indagine, però, è che sono pochissime le infrazioni punite: appena il 37% del totale. A farla franca, quindi, sono stati oltre 17 milioni di automobilisti e 1,3 milioni di motociclisti. Ad evitare le multe soprattutto le donne (65% delle intervistate) e gli automobilisti del Nord Est (71%).
L’indagine di Assicurazione.it ha, chiaramente, analizzato anche i comportamenti successivi all’avvenimento di un incidente stradale. Lo scorso anno sono stati coinvolti in incidenti il 74% dei guidatori maschi e il 59% delle donne al volante. Entrambi i campioni hanno fatto ricorso alla constatazione amichevole nel 74% dei casi, ma in tantissimi (oltre un milione e mezzo di guidatori) piuttosto che rivolgersi alla propria assicurazione e cambiare classe di merito, hanno preferito pagare di tasca propria l’altro conducente.
In media, chi si è comportato in questo modo, ha dovuto sborsare 237€. Secondo i calcoli di Assicurazione.it, più del doppio di quanto avrebbe speso se si fosse rivolto al comparatore e avesse deciso di assicurarsi con un’altra compagnia pur cambiando classe di merito.
E’ curioso notare che a pagare di tasca propria sono state soprattutto le donne. Avevano forse timore di incorrere nelle ire dei loro compagni forse troppo…macchina dipendenti?

Fonte - Redazione

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Questo post è stato scritto da admin in data Novembre 3, 2009

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