1000 morti ogni anno per i colpi di sonno

I dati sono stati resi pubblici nei giorni scorsi dalla Fondazione per la Ricerca e la Cura di Disturbi del sonno per tramite del suo Direttore Scientifico, il dottor Francesco Peverini e l’occasione era quanto mai adeguata visto che si trattava del battesimo pubblico del Centro Multidisciplinare dedicato alla ricerca su e cura dei distubi del sonno che ha cominciato la sua attività a Firenze; ogni anno sono circa 1.000 le persone che perdono la vita in incidenti causati dai troppo sottovalutati colpi di sonno. A questi si sommano altri 120.000 individui che, fortunatamente, non arrivano alla morte, ma rimangono comunque feriti, anche in modo grave, in sinistri legati, appunto a cali di attenzione o chiusura delle palpebre causati dal sonno.

Il centro inaugurato a Firenze è il secondo operante in Italia - il primo è già operativo da qualche tempo a Roma - e come quello attivo nella capitale, non si occuperà solo dei colpi di sonno, ma anche di altre patologie legate in qualche modo a quelle che, in termini scientifici, vengono definite apnee notturne o OSAS. Fra queste patologie alcune sono potenzialmente mortali come ictus o infarti. Fra gli obiettivi del centro anche il monitoraggio costante della situazione sanitaria dei professionisti della guida i quali, ormai è una certezza, sono accomunati da alcuni disturbi come il diabete o l’obesità, evidentemente legati al loro lavoro.

Gli autotrasportatori sono spesso costretti ad un regime di vita ed alimentare irregolare e la conseguenza è l’insorgere di patologie come quelle evidenziate nello studio e di un numero elevato di apnee notturne. Controllare la loro salute, quindi, consentirebbe non solo di ridurre il numero di incidenti e morti sulle strade, ma anche di ridurre i costi di assistenza sanitaria.

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Questo post è stato scritto da admin in data Luglio 10, 2014

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Pedoni: situazione drammatica tra gli anziani

Spesso ci viene detto che uscire a fare un giro a piedi è una buona abitudine, sarebbe tuttavia necessario evidenziare come possa anche essere pericolosa, soprattutto nel nostro Paese dove il quindici per cento delle vittime della strada sono pedoni. Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica, relativi a due anni fa, più del sessanta per cento delle vittime, il 62,5% per l’esattezza, aveva un età superiore a 65 anni, che significa che hanno perso la vita circa 370 persone di questa fascia di età, con l’aumentare degli anni cresce anche questo triste primato: tra gli ottanta e gli ottanta nove anni la percentuale sale di un altro punto e attiva quindi alla cifra record del 53,5 per cento.

Non che questa drammatica realtà sia una caratteristica solo italiana, per una volta la situazione negli altri Paesi non è molto più positiva: secondo una recente indagine pubblicato dall’Unione delle province italiane in Austria, Portogallo ed in Spagna ci sono da trentacinque a quarantacinque morti fra i pedoni per ogni milione di abitanti mentre da noi siamo a quota trenta.

Come in moltissime altre cose la situazione complessiva migliora spostandoci nel nord dell’Europa: in Svezia come nei Paesi Bassi le percentuali scendono infatti sotto la metà delle medie delle altre nazioni.

A livello europeo si sta discutendo su quali siano le misure da adottare per porre un freno a questa strage e le idee sono mole: ad esempio realizzando delle isole spartitraffico al centro delle strade, rendendo più sicuri i passaggi pedonali o anche utilizzando le possibilità che offriranno i sistemi di assistenza alla guida.

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Questo post è stato scritto da admin in data Maggio 7, 2013

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