Progetto Icaro: la sicurezza coinvolge anche i bimbi

Ormai è diventato un progetto molto affermato e che sta portando successi concreti e tangibili. Il programma Icaro, che su iniziativa della Polizia di Stato, del Ministero dell’Istruzione, di quello delle infrastrutture e dei trasporti e della fondazione Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici (Ania) vuole aiutare al raggiungimento dell’obbiettivo dichiarato della Commissione Europea di dimezzare entro il 2020 il numero dei decessi causati da incidenti stradali, dopo aver coinvolto diverse fasce d’età con campagne di educazione e sensibilizzazione, concentrerà la sua attenzione per il 2012 appena cominciato sui bambini in età pre scolare (quelli cioè di età compresa fra i tre e i sei anni) e gli studenti universitari di alcuni dei principali atenei della nostra nazione.

Il Progetto, che si avvale sia del coordinamento del Movimento Italiano Genitori sia del Dipartimento di Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma, ha già coinvolto oltre cinquecento bambini delle scuole materne della Capitale che hanno potuto imparare le regole principali dell’educazione e della sicurezza stradale giocando assieme ai poliziotti della stradale all’interno di un percorso creato ad hoc nel museo Explora.

Ai bambini è stato chiesto di cavalcare i loro tricicli (chiaramente indossando anche il caschetto protettivo) e, percorrendo un tragitto in cui dovevano rispettare i cartelli stradali, arrivare a risolvere una caccia al tesoro che ricostruiva la divisa di un vigile urbano in modo che i piccoli potessero cominciare a prendere confidenza con una figura importante per la loro sicurezza. Sempre nel corso del progetto sono stati creati intrattenimenti perché i bambini capissero l’importanza delle cinture di sicurezza.

Ecco il sito del progetto per chi volesse approfondire

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Questo post è stato scritto da admin in data Marzo 23, 2012

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Camionisti più attenti alla guida

Nell’immaginario collettivo gli autisti dei bisonti della strada sono molto pericolosi, spesso vengono accusati di essere i maggiori responsabili degli incidenti e di guidare con assoluta non curanza degli altri mezzi in virtù della potenza del proprio mezzo. Proprio per modificare questa immagine non proprio positiva il Ministero dei Trasporti ha dato il via ad una campagna che ha come finalità quella di suggerire un esempio positivo tra gli autotrasportatori con l’obiettivo che diventino ambasciatori della sicurezza sulla strada, si chiamerà “ TrasporTiamo” e nasce in un momento che per l’immagine dei camionisti, complici anche i blocchi ai caselli delle passate settimane, non è particolarmente positivo.

La realtà che invece arriva dai risultati comunicati dal Ministero dei Trasporti vede il numero di incidenti in cui sono coinvolti mezzi pesanti in sensibile calo: dal 1991 al 2010, l’ultimo periodo di cui si abbiano dati a disposizione, le vittime sono diminuite del cinquanta per cento, per un totale di 268; ed anche il numero dei feriti decresce, seppure solo dell’1,7 per cento.

Molte sono state le misure adottate che hanno permesso di ottenere questa sensibile diminuzione: molti più controlli, norme più rigide ed inflessibili e multe certe ed economicamente molto pesanti per chi viene colto mentre infrange le regole. Anche considerando che il parco auto circolante è sensibilmente maggiore rispetto a quello dei camion è comunque notevole la differenza di incidenti provocati: meno del sette per cento dai Tir mentre quelli delle auto sono quasi il settanta per cento, 67,8 per la precisione.

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Questo post è stato scritto da admin in data Febbraio 10, 2012

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