Car Sharing: multe e incidenti da gestire

Quella delle auto condivise in Italia sta diventando una pratica sempre più diffusa, almeno nelle grandi città. Ma il ricorso al car sharing è considerato una vera e propria svolta della nostra società, al punto che l’Istat ha deciso di inserire questa voce nel paniere dei consumi che serve all’istituto a calcolare il livello dell’inflazione in Italia. Benché sia così diffuso, sono molti i dubbi che possono insorgere a chi vi fa ricorso, così il comparatore di tariffe RC auto Facile.it ha deciso di fare luce su alcuni imprevisti che possono occorrere quando si è al volante di un’auto condivisa, puntando l’attenzione su multe e incidenti.

In primis c’è il fantasma di un tamponamento: sia che lo si causi che lo si subisca, il conducente deve subito chiamare il servizio di call center che tutte le compagnie di car sharing mettono a disposizione. L’iter rimane uguale a quello di un tamponamento “tradizionale”: la differenza maggiore sta nel fatto che, qualora si sia colpevole del sinistro, non si peggiorerà la propria classe di merito, anche se la compagnia assicuratrice si rivarrà sul portafoglio di chi stava guidando.

Altro brutto imprevisto è quello del furto dell’auto condivisa: anche in questo caso bisogna chiamare gli operatori e aspettare l’intervento sul posto con un dipendente della società a cui si dovranno consegnare le chiavi, pena il risarcimento del valore della vettura.

Nel caso si subiscano atti vandalici, poi, la polizza kasko tutela chi sta usando la macchina, ma anche in questo caso va chiamato il call center, anche per poter prendere un nuovo veicolo parcheggiato nelle vicinanze.

Per la multa, qualora si commettano infrazioni che prevedono la decurtazione di punti dalla patente, valgono le stesse regole di quando si guida la propria auto: unica differenza i costi di gestione che saranno richiesti dalla società di car sharing che provvede a spedire la multa a chi deve pagarla.

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Questo post è stato scritto da admin in data Febbraio 24, 2015

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Guida e smartphone: un binomio pericoloso

Se smartphone e tablet, come abbiamo più volte raccontato in tema di nuove frontiere delle auto, possono essere un grande aiuto alla prevenzione di incidenti o alla sicurezza dei pedoni, molto più spesso risultano mortali. Usare quelle che ormai sono diventate estensioni del nostro essere mentre si guida può essere causa di incidenti e di perdita della vita, sia per l’incosciente che si distrae che per gli innocenti che hanno la sfortuna di capitare sulla sua strada.

L’allarme è stato recentemente lanciato dall’Asaps e confermato da una ricerca Ford. La casa automobilistica ha intervistato settemila giovani tra i 18 e i 24 anni e i numeri italiani, ma non solo, sono spaventosi. Ben il 26% ha serenamente ammesso di aver fatto un selfie alla guida, mentre il 50% ha scattato una foto al paesaggio o alla stessa vettura. Benché quasi tutti riconoscano la pericolosità di questi comportamenti, uno su quattro ammette di essere attivo su Twitter o Facebook mentre è al volante. Già questi numeri parlano da sé, ma la ricerca si è spinta oltre. I calcoli hanno dimostrato che l’accesso a un social impegna 20 secondi, gli stessi che alla guida di un auto che viaggia a 100 all’ora si impiegano per percorrere la lunghezza di 5 stadi, quindi cinque campi di calcio percorsi praticamente da bendati.

Come ha sottolineato l’Asaps, non è possibile al momento quantificare gli incidenti che sono stati causati dall’uso di smartphone o tablet, ma certo è che negli ultimi tempi sta crescendo il numero dei sinistri che non hanno una causa evidente, così come è noto che nel weekend il 35% degli incidenti mortali è causato da sbandamento.

Posted under automobili, incidenti, sicurezza stradale

Questo post è stato scritto da admin in data Agosto 13, 2014

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