Fiat 500. Fine di un amore? O solo di una moda?

Le immatricolazioni delle vetture prodotte dalla FIAT sono finalmente tornate a crescere, lo scorso anno, dell’ 1.7%. E questa è una buona notizia, ma la vera sorpresa è che la vettura della rinascita, quella su cui sono state investite importanti somme in promozione, marketing e attività di relazioni pubbliche, la FIAT 500, ha fatto registrare un inaspettato crollo verticale. Nonostante il lancio della 500C, quella scoperta, per intendersi, le vendite della 500 sono diminuite del 14.1%
Sfortunatamente, il modello che aveva suscitato le reazioni entusiaste dei nostalgici così come delle nuove generazioni di automobilisti, sembra non riuscire ad invertire la tendenza che già nel gennaio scorso aveva fatto registrare un calo di quasi il 10% (9.8%) mentre il Gruppo cresceva in modo impressionante (+29.1%).
Ma quali sono le cause di questo crollo? Come prima cosa lo scemare dell’interesse iniziale e, dopo tre anni dal lancio, anche probabilmente la fine di una moda. Gli incentivi statali non sono riusciti ad aiutare le vendite della 500 che, cosa non trascurabile, ha anche un prezzo assolutamente non competitivo rispetto a vetture paragonabili (la Ford Fiesta, per fare un esempio), costa qualche centinaio di euro in meno.
La FIAT, dal canto suo, sembra rimanere arroccata in una posizione quasi snob in cui non spinge più il modello con promozioni né con un sostegno alle versioni chilometri zero. Stiamo per assistere nuove mante all’ingresso della FIAT 500 nel tunnel del dimenticatoio? Onestamente ci dispiacerebbe parecchio. Non solo per la storia di questo modello che ha contribuito a mettere le famiglie italiane su quattro ruote, ma anche perché la nuova 500 è veramente un’auto con tutte le carte in regola per giocare il suo ruolo nel mercato automobilistico italiano. Speriamo se ne accorga anche la FIAT.

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Questo post è stato scritto da admin in data Febbraio 18, 2010

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Gli incentivi diminuiscono…e il mercato dell’auto trema

Il principio è corretto: bisogna accompagnare il settore delle auto a una corretta e sana competizione di mercato. Prolungare troppo a lungo e in maniera troppo sostanziosa il sistema degli incentivi governativi rischia di essere più che un aiuto, una pratica assistenzialista dannosa per il comparto. E’ questo in sintesi il succo delle decisioni del Ministero per lo Sviluppo Economico rese note dal ministro Claudio Scajola. Non si tratta di una ritirata e, assicura Scajola, il Governo si impegnerà comunque nel creare soluzioni che agevolino la creazione di un prodotto di qualità e che tuteli e difenda ecologia e ambiente. Si vogliono aiutare i consumi, ma anche ridurre l’inquinamento e i consumi energetici. In buona sostanza, gli incentivi per la rottamazione o riconversione delle automobili ci saranno, ma saranno decisamente più bassi rispetto allo scorso anno. Di quanto non si sa. Il Governo, ha detto Scajola, lo sta ancora decidendo, ma l’attesa non durerà a lungo. Entro Febbraio si giocherà a carte scoperte. O almeno così ha dichiarato Scajola a chi lo pressava per una data. Conti alla mano però, è piuttosto difficile che quella scadenza venga rispettata; il decreto, infatti, è per ammissione dello stesso ministro ancora in fase di studio e a fine mese il ministro incontrerà la Fiat per verificare quale sia il piano aziendale dell’azienda alla luce della preannunciata dismissione dello stabilimento di Termini Imerese. In attesa delle decisioni del Governo il mercato dell’auto si prepara al calo delle vendite e Anfia, Unrae e le principali associazioni di categorie sono già sul piede di guerra.

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Questo post è stato scritto da admin in data Febbraio 4, 2010

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