In Italia crolla il segmento delle auto di lusso

Non è sicuramente una novità il crollo delle vendite delle auto di lusso: ormai da molto tempo Ferrari, Porche e le altre vetture di questo segmento rimangono in attivo solo grazie alle vendite effettuate nei cosiddetti mercati emergenti o alle realtà asiatiche come la Cina. Ma guardando a quello che accade nel nostro Paese vediamo che il mercato è sostanzialmente morto e per comprendere appieno questa difficile realtà è sufficiente osservare i costi delle vetture che hanno sempre riscosso maggior interesse, dei best seller di questo ambito vendute sui siti specializzati: così vediamo la Scaglietti in vendita a sessanta mila euro o le Ferrari 550 Maranello a trenta mila euro, anche le Lamborghini Murcielago sono scese fino ad ottanta mila euro e possiamo tralasciare di guardare i prezzi delle Porche. Sebbene questi costi non si possano comunque definire alla portata di tutti bisogna però ricordare come questi valori siano esattamente la metà di quelli a cui venivano vendute il mese scorso. Non è nemmeno chiaro se questo sia il punto più basso che si possa toccare poiché le prospettive per il futuro non appaiono per nulla rosee.

Una maggiore pressione fiscale, una crescita delle difficoltà economica di questo periodo ma non solo questi sono i motivi esclusivi del difficile momento del mercato delle auto di lusso ma anche l’aumento del prezzo del carburante e la reintroduzione del superbollo: se consideriamo, ad esempio, che comprare una Ferrari 599 di cinque anni può costare centomila euro, ma nei prossimi quindici anni le spese del bollo saranno pari a sessanta mila euro.

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Questo post è stato scritto da admin in data Dicembre 21, 2011

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Ferrari ottimi risultati

Anche in tempi difficili come questi, anche in momenti di crisi come quelli in cui viviamo il lusso tiene, anzi migliora con risultati quasi incredibili se si considera il caso della Ferrari, la casa automobilistica di Maranello chiude il 2010 con 6573 auto vendute durante l’anno, Questo risultato rappresenta un sonoro più 5,4% rispetto all’anno precedente e costituisce il massimo risultato conseguito nella propria storia commerciale. E’ lecito chiedersi come sia possibile ottenere simili risultati con il mercato dell’Occidente nel in una difficile fase stagnante ed ancora nel mezzo di una crisi economica ed industriale per nulla risolta. La risposta è nell’aumento dei mercati emergenti, innanzitutto della Cina, dove sono state vendute quasi trecento Ferrari, che significano una crescita pari al 43,6%. Ma il Paese del Sol Levante è solo il primo di una lista che riguarda l’intero Oriente. Se calcoliamo anche il numero di auto vendute a Taiwan ed Hong Kong il risultato arriva a 478 automobili, che significano un più 23,8% a testimonianza della crescita economica di questa zona del mondo e della palese concentrazione di ricchezza.   

Interessanti anche i dati che vengono dai bilanci di vendita in Medio Oriente che confermano i risultati dell’anno scorso, ovvero 349 auto; nel Vecchio Continente il massimo risultato viene raggiunto dall’Inghilterra che con l’acquisto di 58 vetture raggiunge il totale di 467 Ferrari possedute.

Tuttavia ancora una volta il Nord America si dimostra come il miglior mercato per il Cavallino Rampante infatti è coperta dagli USA la quota del 26% del mercato totale della Ferrari, e il numero totale di auto assorbite dall’America del Nord è di 1576 macchine. Da un punto di vista di bilancio tutto questo equivale ad una crescita del fatturato che aumenta quasi dell’otto per cento ed è pari a 1919 milioni di euro. I risultati appena comunicati dalla casa automobilistica modenese ne confermano l’ottima forma, e d Maranello comunicano che la quota del fatturato reinvestita sarà pari al quindici per cento

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Questo post è stato scritto da admin in data Marzo 7, 2011

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