Elkann: l’Italia vuole davvero puntare sull’auto?

La Fiat ha sempre volontà di mantenere in Italia la produzione delle sue auto, ma necessita di segnali chiari. Questo, in breve, il senso dell’intervento di John Elkann al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini. Nel tradizionale momento d’incontro tra politica ed economia di fine estate si continua a discutere di crisi economica e di incertezze sul futuro, e il presidente di FIAT ne approfitta per fare il punto di quella che è la posizione dell’azienda torinese sul futuro delle sue attività in Italia.

A coloro che paventano l’uscita dell’azienda dal territorio italiano per quel che riguarda la produzione delle sue automobili, Elkann risponde con fermezza: il vero problema non è capire quali sono le intenzioni di Fiat, ma piuttosto comprendere se in Italia ci sono ancora le condizioni per produrre ai livelli che l’azienda pretende. Fiat, dal canto suo, continuerà a realizzare automobili: se ciò avverrà anche in Italia o solo all’estero dipende dal Paese stesso.

Sulla stessa lunghezza d’onda rispetto alla tesi di Elkann il commento di Sergio Marchione, che auspica maggiori certezze dal Governo, per ora non pervenute. Repliche da più fronti, evidentemente, non si sono fatte attendere: dal ministro del Lavoro Sacconi arriva un rigido richiamo all’attenzione data a Fiat negli ultimi anni, mentre dai sindacati prevale l’incredulità. Da Susanna Camusso, leader CGIL, arriva una secca replica: “è la Fiat a non rispondere mai”, mentre la Fiom continua ad esprimere preoccupazione per quanto riguarda il piano industriale dell’azienda per l’Italia, colpevole di utilizzare la forza lavoro come scudo che copra la volontà di uscire dall’Italia con la produzione.

Il momento, secondo Marchionne, resta alquanto critico per il settore automotive, anche se il mercato statunitense appare reagire molto meglio rispetto a quello italiano. Smentite, infine, sia le voci di trasferimento del proprio quartier generale nei Paesi Bassi, si quelle di un aumento di capitale.

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Questo post è stato scritto da admin in data Agosto 26, 2011

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La crisi c’è, ma all’auto non si rinuncia

Fino ad oggi era un sospetto, sia pure fondato. Adesso, grazie alla ricerca condotta per conto di Europ Assistance dall’istituto di statistiche SWG su un campione rappresentativo della popolazione italiana con più di 18 anni, è invece una certezza. Gli italiani senza l’auto non sanno proprio stare. Nonostante la crisi economica abbia contratto i consumi, secondo i dati della ricerca di Europ Assistance e SWG, che ha messo a confronto la propensione all’utilizzo dell’automobile degli abitanti delle diverse regioni italiane, in ben 12 regioni su 20 le quattro ruote sono ritenute assolutamente irrinunciabili. Secondo l’indagine su “Crisi economica e risparmio. Ovvero dell’indispensabilità dell’auto”, a guidare la classifica degli automobilisti irriducibili sono i veneti, seguiti dagli umbri, dai marchigiani e dai sardi. Ritengono l’automobile importante se pur non irrinunciabile Emiliani, Toscani, Lombardi, Piemontesi , Friulani e Valdostani. Sembrano essere molto meno fanatici delle automobili a tutti i costi i Liguri e i Trentini.
L’indagine di Europ Assistance e SWG ha anche monitorato il modo in cui gli italiani scelgono (o hanno scelto) l’automobile in questo periodo. Non sorprende, visto il preambolo dedicato alla crisi economica, che in 16 regioni su 20 si sia tenuto conto soprattutto dell’importo della spesa necessaria all’acquisto. Forse più curioso notare che, contrariamente allo stereotipo tramandato oralmente, i Liguri sono risultati i meno attaccati al denaro e figurano all’ultimo posto della classifica di chi ha scelto la vettura in base al costo. I più attenti al portafoglio sono risultati i marchigiani, seguiti a ruota dagli umbri e, a breve distanza, dai sardi.

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Questo post è stato scritto da admin in data Gennaio 8, 2010

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