E’ legge il nuovo DDL sul Codice della strada

Se ne è tanto parlato e discusso, molti hanno protestato, tanti altri lo hanno indicato come un ottimo provvedimento, ma tant’è che da oggi il DDL che sancisce la riforma del Codice della strada è legge. È stato approvato (senza un solo voto contrario, solo un centinaio di astenuti) nell’ultima seduta del Senato ed entrerà in vigore già da domani mettendo nuove regole per tutti gli automobilisti (ma anche motociclisti e persino….ciclisti!) che si metteranno in strada per quello che si ritiene sarà il primo vero esodo di questa strana Estate 2010.
Comprensibilmente soddisfatto il Ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Altero Matteoli che ha portato a casa un ottimo risultato con il quale, è una dichiarazione dello stesso Silvio Berlusconi, il Governo spera di replicare i benefici influssi sulla sicurezza stradale ottenuti dall’introduzione della patente a punti.
Quali sono le principali modifiche introdotte dal DDL di riforma del Codice della strada? Il primo è quello che dichiara guerra all’alcool al volante. Non solo sarà proibita la vendita di alcolici su tutta la rete autostradale dopo le 22, ma l’assunzione di alcool diventa motivo di sospensione o addirittura revoca della patente sia per i neopatentati (che saranno sottoposti obbligatoriamente all’alcool test), sia per i guidatori professionisti. Tutti gli altri conducenti vedranno inasprirsi notevolmente le sanzioni per la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti.
La notifica delle contravvenzioni non dovrà più avvenire entro centocinquanta giorni dall’infrazione, ma solo entro sessanta. Novità anche per le microcar (obbligo di cintura per il conducenti e, in caso di motore truccato, multe sia per i proprietari sia per i meccanici che hanno modificato il motore).
Confermate anche le modifiche su cui si era discusso maggiormente. Gli autisti professionisti a cui è stata sospesa la patente per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti potranno essere licenziati per giusta causa; mentre i centauri che vorranno portare sulle due ruote anche i loro bambini (comunque di età non inferire ai 5 anni) dovranno farli accomodare su un apposito seggiolino da agganciare la sella.
Confermato anche l’obbligo di casco anche per i ciclisti che viaggiano in strada, ma solo se non hanno ancora compiuto i quattordici anni.

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Al meridione solo l’1% di chi viaggia sul sedile posteriore allaccia la cintura

Qualcuno, probabilmente, non sa nemmeno che sul sedile posteriore ci siano le cinture di sicurezza. E già perché se l’uso delle cinture anteriori è migliorato (in Europa oggi le usano il 70% degli automobilisti), quelle posteriori sono totalmente ignorate: la percentuale europea dell’uso si ferma appena al 53%, in Italia le percentuali sono irrisorie, si calcola intorno all’uno per cento al Sud, 10% al Nord e 5% in media nelle aree urbane. Talmente irrisorie anche perché non esistono controlli, pur in presenza di norme precise: il Codice della Strada prevede una sanzione per chi non fa uso delle cinture (indifferentemente anteriori o posteriori) di 74 euro con la perdita di 5 punti dalla patente.

Eppure, come spiegano fino alla noia i tecnici di infortunistica stradale, in caso d’urto un trasportato posteriore si trasforma in una specie di proiettile, che va a sbattere normalmente contro la testa del conducente o del passeggero anteriore, procurandogli spesso un trauma cranico grave, spesso mortale. Così chi viaggia davanti, pur indossando la cintura, se dietro trasporta una persona non alloggiata corre pericoli gravissimi.

Parte da questa situazione la campagna “Stringiamoci alla vita” voluta dall’Asaps, associazione amici Polizia stradale, “Una campagna, spiega il presidente Giordano Biserni, che serve a sottolineare più in generale l’importanza delle cinture visto che in Italia tre italiani su 10 non abbiano compreso che l’uso delle cinture, prima ancora di essere osservanza della legge, è un dovere verso se stessi e verso i propri cari. Tutti gli studi svolti, infatti, indicano che le cinture possono concretamente aiutarci a mantenerci in salute nel malaugurato caso si sia coinvolti in un incidente, anche a bassa velocità. Insomma un semplice click moltiplica per 10 le vostre probabilità di sopravvivenza”.

I numeri parlano chiaro e non lasciano scampo: le cinture vengono usate con molta diversità da regione a regione, e principalmente fuori dei centri abitati da quasi l’80% dei conducenti e passeggeri anteriori. in città, la media di utilizzo è del 70% (80% al Nord, 65% al Centro, 55% al Sud), ma solo per quanto riguarda, sempre, i posti anteriori.

Insomma tutti pensano che le cinture servano solo in autostrada e sulle strade extraurbane, ma questo è un errore imperdonabile perché in realtà le cinture sviluppano il massimo della loro efficacia fra i 30 e i 110 Km/h. Con la punta massima di differenza nei dati della mortalità fra i 40 e i 70 km/h. Stesso discorso per i seggiolini dei bambini.

Ma che efficacia potrebbe avere una massiccia campagna per l’uso delle cinture di sicurezza? E’ stato calcolato dalla Ue che si potrebbero realisticamente salvare almeno 4.300 vite e 275.000 feriti. In Italia tutto questo porterebbe a salvare circa 5-600 vite e 30.000 feriti l’anno.

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