Non tutti gli optional riescono col buco

A chi di voi non è capitato di dover comprare un telefono cellulare nuovo e trovarsi assolutamente disarmati davanti a telefoni che si collegavano al satellite, erano in grado di farvi avere sullo schermo la posizione di tutti i vostri amici sparsi sul pianeta, di fotografare, filmare, registrare, magari fare anche il caffè e pulire la cucina e, allo stremo delle forze guardare l’entusiasta commesso del negozio che continuava a enumerarvi le mille meraviglie dell’apparecchio e chiedergli se, semplicemente, quel portento della tecnologia era in grado di farvi….telefonare?
Ebbene, questo potrebbe accadere sempre più spesso anche nelle concessionarie di automobili dato che tutte le case automobilistiche, ormai, si fanno una guerra senza quartiere sul terreno degli optional sformandone anche alcuni, inutile negarlo, la cui utilità è quantomeno dubbia. Dio abbia in gloria l’inventore dell’ABS e dell’airbag, anche quello del climatizzatore e persino dell’autoradio, ma siamo assolutamente certi che la stessa riconoscenza sia dovuta anche, ad esempio, a chi ha cercato di convincervi che la vostra utilitaria non può fare a meno del sistema che calcola l’accelerazione gravitazionale che subisce quando riparte dal semaforo o nelle insidiosissime curve che costellano il percorso fra casa vostra e la scuola dei vostri figli?
E che dire di quell’adorabile genio dell’industria automobilistica che ha creato non la chiave, ma la tessera di accensione? Si certo, è piatta e molto facile da mettere in tasca, solo che le sue dimensioni (più simili a quelle di un lenzuolo matrimoniale che a quelle di un francobollo) e la sua consistenza (più prossima a un blocco di calcestruzzo che a una piuma di pulcino) renderanno la vostra camminata molto simile a quella di Robocop e l’azione del sedersi assolutamente irrealizzabile.
Cari signori, vorrei una macchina con quattro ruote, sicura e che mi permetta di spostarmi in comodità da un punto all’altro. È possibile? Se poi non è incluso l’optional del che mette al riparo dalla possibilità dell’invasione dei marziani me ne farò una ragione, se è disponibile invece il modello con teletrasporto lo prendo volentieri; almeno, forse, evito le code a Barberino del Mugello.

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Questo post è stato scritto da admin in data Agosto 19, 2010

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Fiat 500. Fine di un amore? O solo di una moda?

Le immatricolazioni delle vetture prodotte dalla FIAT sono finalmente tornate a crescere, lo scorso anno, dell’ 1.7%. E questa è una buona notizia, ma la vera sorpresa è che la vettura della rinascita, quella su cui sono state investite importanti somme in promozione, marketing e attività di relazioni pubbliche, la FIAT 500, ha fatto registrare un inaspettato crollo verticale. Nonostante il lancio della 500C, quella scoperta, per intendersi, le vendite della 500 sono diminuite del 14.1%
Sfortunatamente, il modello che aveva suscitato le reazioni entusiaste dei nostalgici così come delle nuove generazioni di automobilisti, sembra non riuscire ad invertire la tendenza che già nel gennaio scorso aveva fatto registrare un calo di quasi il 10% (9.8%) mentre il Gruppo cresceva in modo impressionante (+29.1%).
Ma quali sono le cause di questo crollo? Come prima cosa lo scemare dell’interesse iniziale e, dopo tre anni dal lancio, anche probabilmente la fine di una moda. Gli incentivi statali non sono riusciti ad aiutare le vendite della 500 che, cosa non trascurabile, ha anche un prezzo assolutamente non competitivo rispetto a vetture paragonabili (la Ford Fiesta, per fare un esempio), costa qualche centinaio di euro in meno.
La FIAT, dal canto suo, sembra rimanere arroccata in una posizione quasi snob in cui non spinge più il modello con promozioni né con un sostegno alle versioni chilometri zero. Stiamo per assistere nuove mante all’ingresso della FIAT 500 nel tunnel del dimenticatoio? Onestamente ci dispiacerebbe parecchio. Non solo per la storia di questo modello che ha contribuito a mettere le famiglie italiane su quattro ruote, ma anche perché la nuova 500 è veramente un’auto con tutte le carte in regola per giocare il suo ruolo nel mercato automobilistico italiano. Speriamo se ne accorga anche la FIAT.

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Questo post è stato scritto da admin in data Febbraio 18, 2010

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