L’auto ecologica potrebbe, in realtà, essere molto più inquinante di una tradizionale

Udite udite, quella che sembrava essere una soluzione per il problema dell’inquinamento ambientale ed atmosferico, l’auto eco-compatibile o eco friendly, per chi mastica l’inglese, come diceva una bella canzone qualche tempo fa, potrebbe essere equivalente solo al pulire mettendo la polvere sotto il tappeto; il problema non scompare, solo si sposta da un’altra parte. A dirlo non è una fonte poco attendibile, ma un’autorevole ente di Bruxelles, il Transport and Environment che, in base a uno studio effettuato di recente assieme ad alcune associazioni che lottano per la difesa dell’ambiente, ha dichiarato che le auto elettriche non costituiscono affatto la soluzione del problema dell’inquinamento se non è altrettanto verde la fonte dell’alimentazione e della ricarica. Non servirsi, ad esempio, di energia eolica o solare, ha precisato l’ente indipendente belga, in realtà sposta solo il problema delle emissioni dal luogo in cui le vetture circolano a quello in cui vengono ricaricate. In questo modo si arriva al paradosso in base a cui le auto elettriche, addirittura, inquinano più di quelle che si muovono grazie ad un’alimentazione a benzina o a gasolio. Il Transport and Environment non è stato affatto tenero nel suo rapporto ufficiale nemmeno nei confronti della normativa europea che consente alle case automobilistiche di vendere senza sanzioni 3 vetture “inquinanti” per ogni automobile “ecologica” immessa sul mercato. Il meccanismo delle auto a emissioni zero e del sistema di crediti ad esso collegato viene condannato senza appello dall’ente belga. Visto il risultato dello studio pubblicato, qualche dubbio sorge legittimamente. E altrettanto legittimamente chi ne va di mezzo è il povero automobilista e la sua fiducia tanto nelle case automobilistiche quanto negli enti preposti alla regolamentazione del settore. E in tutto questo il pianeta, in cui noi, con auto ibride o meno, circoliamo, non ringrazia. Affatto

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Questo post è stato scritto da admin in data Marzo 18, 2010

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Auto ibride. Vero ecologismo o solo un grande bluff?

Sono sempre più diffuse in tutte le città italiane. Hanno cominciato a conquistare il segmento dei tassisti (per ovvie ragioni fra i più attenti alle novità del settore, specie se queste riescono a unire il vantaggio delle buone prestazioni con quelle dei consumi ridotti), ma ora anche altre categorie si convertono sempre più numerose alla guida delle cosiddette auto ibride; quelle cioè che affiancano un motore elettrico a quello termico. Secondo le case automobilistiche, questi motori “aggiuntivi” dovrebbero permettere l’utilizzo di motori termici di cilindrata inferiore; l’utilizzo combinato, infatti, dovrebbe garantire un incremento di potenza e la possibilità di usare in città anche il solo motore elettrico, riducendo i consumi e garantendo, nel percorso misto, buone prestazioni. La Toyota Prius è, senza dubbio, l’auto ibrida che ha riscosso il maggior successo sul mercato combinando il motore benzina da 78 cavalli (1500cc la cilindrata), con uno elettrico da 35. Questo garantirebbe una potenza combinata di 113 cavalli. Fino a qui la parte nota (e pubblicizzata) del fenomeno Prius, ma siamo sicuro che si tratti solo di rose e fiori? Dati ufficiali alla mano, in realtà le performance della vettura della Toyota non sono poi così migliori rispetto a quelle di auto dello stesso tipo, non ibride. I consumi sono pressoché identici e non è difficile trovare vetture che siano anche più leggere e che consentano una guida più agile. Particolare non trascurabile, la vettura giapponese costa diverse migliaia di euro in più rispetto, ad esempio, alla FIAT idea 1.3 paragonabile per tutti i parametri tecnici alla Prius. E’ vero, con le auto ibride si evita all’ambiente di dover subire il danno delle batterie molto inquinanti, ma in realtà esistono già motori che, combinati all’utilizzo di materiali più leggeri, permetterebbero di ridurre le emissioni, i consumi e non servirsi delle giustamente vituperate batterie. Non bisogna sottovalutare, inoltre, che spesso e volentieri i materiali con cui le ibride sono state costruite sono piuttosto scadenti. E’ rimasto emblematico il caso della Honda Insight presentata da un’abile campagna pubblicitaria e di marketing come l’ibrida più economica del mercato. I nodi però sono presto venuti al pettine e si è scoperto che non solo i materiali utilizzati per la sua costruzione erano estremamente scadenti, ma addirittura il motore elettrico che montava (appena 15 cavalli) non rendeva possibile l’utilizzo in modalità unicamente elettrica nemmeno a bassa velocità. A questo punto chiedersi se le ibride siano reale progresso o solo abile operazione di marketing è più che lecito. Alle case automobilistiche (e ai test) la risposta.

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Questo post è stato scritto da admin in data Dicembre 2, 2009

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