Pannelli solari trasparenti sul parabrezza

Ancora news dalla tecnologia asservita al settore delle auto e ancora conferme che il futuro è nell’elettricità e che tutta la ricerca si sta muovendo ormai verso l’obiettivo di rendere le nostre vetture silenziose e soprattutto pulite. Attualmente, come avevamo visto parlando di grafene, il problema fondamentale è la durata delle batterie che non riescono a superare la soglia dei 200 chilometri.

Un nuova proposta per incrementare le prestazioni delle vetture elettriche arriva stavolta dagli Stati Uniti, in particolare dall’università del Michigan. Un team di ricercatori è riuscito a realizzare un pannello fotovoltaico totalmente trasparente che trasforma la luce in energia. Una frontiera oltrepassata che fa storia. Innanzitutto perché la trasparenza consente di poter applicare questi pannelli ai vetri delle auto, ossia finestrini, lunotti e parabrezza, in modo da trasformarli in involucri che si autoproducano l’energia necessaria a funzionare.

Queste superfici, che sarebbero usate come degli adesivi, lavorano grazie a dei sali organici che riescono a catturare la luce e a trasferirla a delle cellule poste sul contorno che funzionano come per i classici pannelli fotovoltaici colorati.

Il grande vantaggio di questa scoperta, poi, consiste nel fatto che, grazie a questa versatilità dovuta principalmente alla trasparenza (vero fulcro dell’innovazione), applicare questi prodotti alle auto non implicherà dei grossi interventi né tanto meno una spesa importante. Inoltre si potrebbe pensare di ricoprire con i nuovi pannelli anche le colonnine per ricaricare le auto e le pensiline, in modo che queste continuino ad assolvere al loro compito ma con energia pulita.

Ovviamente rimane ancora tutto in laboratorio, visto che per il momento i pannelli riescono a convertire solo l’1% della luce in energia, e l’obiettivo del 5% è ancora lontano. Ma una volta raggiunto, il prodotto potrà essere immesso sul mercato.

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Questo post è stato scritto da admin in data Agosto 29, 2014

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Auto elettriche: il grafene migliora le batterie

Le innovazioni tecnologiche sono al galoppo e spesso sono talmente tanto elaborate e versatili allo stesso tempo che una singola trovata riesce a rispondere a bisogni provenienti da campi completamente diversi fra loro. È il caso del grafene che ha trovato applicazione e utilità nel campo della telefonia, così come in quello delle automobili elettriche grazie alla sua capacità di condurre elettricità.

Il grafene è una foglio bidimensionale che viene utilizzato come un inchiostro per ricoprire superfici, essendo spesso al pari di un atomo di carbonio. La scoperta di questo materiale è stata effettuata nel 2004 da due studiosi russi a cui è andato il Nobel dopo sei anni. Ma la sua applicazione in campo elettrico può dirsi un orgoglio italiano, infatti il progetto della batteria al grafene è stato pensato e sviluppato a Genova in collaborazione con il Cnr e La Sapienza di Roma.

Questa enorme capacità di conduttore, la sua flessibilità e il suo essere impermeabile lo hanno reso il materiale perfetto per ricoprire un anodo delle batterie del futuro, soprattutto per le auto elettriche. Quelle che rappresentano la frontiera dell’ecologia e dei bassi consumi, oggi non riescono ad affermarsi come vetture predilette dagli automobilisti a causa delle brevi durate delle cariche e dei tempi lunghissimi per il rifornimento di energia che vanno dalle sei alle otto ore.

Grazie al grafene, però, dalle interminabili ore si potrebbe arrivare a pochi minuti necessari ad alimentare le batterie del futuro che dureranno ben il 25% di tempo in più. Le prime case automobilistiche, così come le prime aziende produttrici di smartphone, si sono già fatte avanti per questa tecnologia già pronta per essere applicata a livelli industriali. Ci vorrà certamente qualche tempo prima di capire che effetto avrà sull’effettiva affermazione delle auto elettriche.

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Questo post è stato scritto da admin in data Agosto 18, 2014

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