Non tutti gli optional riescono col buco

A chi di voi non è capitato di dover comprare un telefono cellulare nuovo e trovarsi assolutamente disarmati davanti a telefoni che si collegavano al satellite, erano in grado di farvi avere sullo schermo la posizione di tutti i vostri amici sparsi sul pianeta, di fotografare, filmare, registrare, magari fare anche il caffè e pulire la cucina e, allo stremo delle forze guardare l’entusiasta commesso del negozio che continuava a enumerarvi le mille meraviglie dell’apparecchio e chiedergli se, semplicemente, quel portento della tecnologia era in grado di farvi….telefonare?
Ebbene, questo potrebbe accadere sempre più spesso anche nelle concessionarie di automobili dato che tutte le case automobilistiche, ormai, si fanno una guerra senza quartiere sul terreno degli optional sformandone anche alcuni, inutile negarlo, la cui utilità è quantomeno dubbia. Dio abbia in gloria l’inventore dell’ABS e dell’airbag, anche quello del climatizzatore e persino dell’autoradio, ma siamo assolutamente certi che la stessa riconoscenza sia dovuta anche, ad esempio, a chi ha cercato di convincervi che la vostra utilitaria non può fare a meno del sistema che calcola l’accelerazione gravitazionale che subisce quando riparte dal semaforo o nelle insidiosissime curve che costellano il percorso fra casa vostra e la scuola dei vostri figli?
E che dire di quell’adorabile genio dell’industria automobilistica che ha creato non la chiave, ma la tessera di accensione? Si certo, è piatta e molto facile da mettere in tasca, solo che le sue dimensioni (più simili a quelle di un lenzuolo matrimoniale che a quelle di un francobollo) e la sua consistenza (più prossima a un blocco di calcestruzzo che a una piuma di pulcino) renderanno la vostra camminata molto simile a quella di Robocop e l’azione del sedersi assolutamente irrealizzabile.
Cari signori, vorrei una macchina con quattro ruote, sicura e che mi permetta di spostarmi in comodità da un punto all’altro. È possibile? Se poi non è incluso l’optional del che mette al riparo dalla possibilità dell’invasione dei marziani me ne farò una ragione, se è disponibile invece il modello con teletrasporto lo prendo volentieri; almeno, forse, evito le code a Barberino del Mugello.

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Questo post è stato scritto da admin in data Agosto 19, 2010

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“MilanoSìmuove”: 5 referendum per migliorare vita e ambiente nel capoluogo lombardo

“MilanoSìmuove”, questo il nome della campagna nata per dare vita ai cinque referendum per favorire la qualità della vita e dell’ambiente nel capoluogo meneghino.
I suoi ideatori, che avevano raccolto le prime adesioni già a giugno,  hanno visto approvare ufficialmente le prime firme dei 100 sottoscrittori solo ieri. L’approvazione, arrivata dalle stanze di Palazzo Marino, ha permesso di avviare la convalida dei moduli destinati alla raccolta di tutte le  firme necessarie a rendere concreti questi referendum. Perché si arrivi alle urne servono infatti ben 15.000 sottoscrittori che dovranno aderire alla campagna entro il 6 novembre 2010.
“MilanoSìmuove” è stata lanciata da Marco Cappato, Segretario in carica dell’Associazione Luca Cascioni, con l’obiettivo di evitare che la “Milano dell’Expo” si trasformi nella capitale dell’inquinamento degli spazi urbani e della speculazione edilizia.
Bisogna sottolineare che l’iniziativa viene sostenuta grazie all’attività dei suoi volontari e alle donazioni dei cittadini, per avere un approfondimento maggiore su come viene gestita la campagna si può visitare il sito ufficiale www.milanosimuove.it. Le firme per sostenere il progetto vengono raccolte presso alcuni uffici pubblici e presso i banchetti allestiti nelle vie della città. Nello specifico i 5 referendum prospettano di:
1: RIDURRE TRAFFICO E SMOG RIDUCENDO L’USO DELL’AUTO PRIVATA
L’obiettivo è scoraggiare l’utilizzo dell’auto e potenziare il sistema dei mezzi pubblici, anche estendendo l’Ecopass e rendere la zona del centro pedonale e off limits alle macchine. Dimezzare il traffico significherebbe ancora: completare due nuove linee metropolitane, realizzare 300 km di piste ciclabili, potenziare il bike sharing, il car sharing e i minibus di quartiere, estendere la regolamentazione della sosta e incentivare la rottamazione definitiva delle auto, utilizzando a questo fine le risorse generate dall’estensione di Ecopass a tutte le auto.
2: RADDOPPIARE LA PRESENZA DEGLI ALBERI IN CITTA’
Una Milano senza auto vedrebbe raddoppiare gli alberi e le aree verdi. La proposta da firmare prevede di riservare a verde pubblico almeno la metà delle superfici in via di riqualificazione, di garantire a tutti giardini e aree gioco per bambini entro 500 metri da casa, utilizzando i proventi di tariffe progressive per chi spreca risorse ambientali scarse e coinvolgendo sponsor e cittadini nella cura del territorio.
3: AVERE IN EREDITA’ DALL’EXPO UN PARCO
Il terzo referendum chiede di lasciare alla città come eredità dell’EXPO un nuovo grande parco, connesso con il sistema delle aree verdi e delle acque, evitando i rischi della speculazione edilizia.
4: ALZARE IL LIVELLO DI EFFICIENZA ENERGETICA PER RISPARMIARE ENERGIA
Per dimezzare le emissioni inquinanti derivanti dagli edifici si chiedono standard di alta efficienza energetica per la costruzione di quelli nuovi edifici e la rimessa a nuovo di quelli vecchi privi di valore storico.
5: RIQUALIFICARE LA ZONA DELLA DARSENA
Con l’ultimo referendum si vuole far tornare la Darsena il porto di Milano e riattivare a tratte, laddove possibile, il paesaggio urbano e il sistema dei canali dei Navigli oggi interrati, attraverso le risorse generate dalla parziale dismissione del patrimonio immobiliare pubblico.

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Questo post è stato scritto da admin in data Luglio 8, 2010

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