Isvap per la riduzione delle tariffe

L’Isvap propone, con una comunicazione diretta sia al Governo che al Parlamento, una seria di interventi normativi nell’ambito delle assicurazioni automobilistiche con lo scopo di  abbassarne i costi. L’istituto diffonde anche un commento in cui afferma di credere possibile che si possa ridurre le tariffe delle polizze di una misura compresa tra il quindici ed il diciotto per cento.

L’Istituto sottolinea come nell’ultimo periodo i problemi delle assicurazioni auto siano stati  oggetto di ampio interesse collegati alla notevole crescita dei prezzi delle coperture che, da qualunque punto di vista si osservino, non si può negare che rappresentino un dato fortemente paralizzante per i cittadini italiani; inoltre l’Isvap, sentendosi  coinvolta nel duplice ruolo di dover garantire la stabilità del sistema ma anche di tutelare gli utenti, afferma di voler coinvolgere i principali attori del sistema per poter affrontare le problematiche del sistema con uno scopo più fattivo e non solo di pura denuncia dello stato delle cose.

Tutte le proposte e le richieste formulate dall’Isvap sono consultabili direttamente sul sito web dell’Istituto e spaziano dal contrasto alle truffe alla problematica del danno alla persona, dal risarcimento diretto all’eliminazione del tacito rinnovo. Nello specifico sono contenute nell’insieme dei progetti anche delle proposte su come trattare micro e macro lesioni alla persone: la creazione di tabelle delle menomazioni e della relativa assegnazione dei punti di invalidità, e la richiesta di potenziare le Commissioni Regionali miste al fine di evitare comportamenti poco corretti da parte dei professionisti medico legali.

Si punta invece sull’eliminazione totale del tacito rinnovo per promuovere una maggiore concorrenza tra le compagnie e una più vasta mobilità per gli utenti; inoltre sono allo studio un insieme di interventi riguardo al Bonus Malus, in quanto il regime in cui fu introdotto non è più attuale ed ora genera un’eccessiva concentrazione degli assicurati in tre sole classi di merito con l’ovvia penalizzazione degli automobilisti più virtuosi.

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Questo post è stato scritto da admin in data Dicembre 31, 2010

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Bonus-malus per le assicurazioni auto

Ogni assicurato, qualora decida di passare da una compagnia assicurativa all’altra, può mantenere inalterata la classe di merito alla quale appartiene.

Ciascuna assicurazione, infatti, definisce autonomamente i margini e i parametri interni entro i quali rientrano suddette classi.

L’utente può beneficiare di un sistema totalmente trasparente: egli può consultare le tabelle universali stilate dall’Isvap che possono essere consultate opportunamente e permettono anticipatamente di prendere visione della trasposizione della propria classe di merito, dalla propria compagnia assicurativa a quella verso la quale si vuole effettuare il passaggio.
Il bonus-malus nelle assicurazioni è quel procedimento che permette all’assicurato di pagare una polizza in base al fatto che si siano procurati o meno degli incidenti stradali: si paga di più se questo é avvenuto, e viceversa.

Il suddetto beneficio è suddiviso in classi che vanno dalla 18 alla 1: più bassa è la classe di appartenenza, minore sarà il risarcimento generato dall’assicurazione e maggiore sarà lo sconto del quale si godrà.
Se si è causa di incidenti, si scala di due classi verso l’alto (malus); al contrario, se si passa un anno incolumi, allora si ricava una classe inferiore (bonus). Ovviamente il tutto dovrebbe spronare ad una guida prudente.

Per definire la classe di appartenenza, poi, l’assicurazione analizza non proprio l’intero anno ma il cosiddetto “periodo di osservazione”, che termina due mesi prima del rinnovo della polizza stessa.
Al momento dell’iscrizione, si appartiene alla classe 14 ed è solo successivamente che si stabilisce la crescita o la decrescita in base alle conseguenze scaturite dal comportamento alla guida su strada. Se dovesse verificarsi un sinistro alla fine del periodo di osservazione, l’avanzamento al livello superiore della scala verrà valutato nell’anno successivo.

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