Pochissimi italiani scelgono la tutela legale

Nel momento in cui gli italiani  scelgono ed acquistano la polizza Rc auto sono molto pochi quelli che includono anche la copertura legale, stando ai dati comunicati oggi da Assicurazione.it, solo l’otto per cento degli assicurati italiani  decide di includere anche questa garanzia supplementare.

Meno di un nostro connazionale su dieci  decide di includere nella propria polizza assicurativa anche la possibilità di avere coperte le spese legali  che si potrebbe dover affrontare; questa ricerca ha mostrato come chi vuole la tutela legale ha mediamente quarantatre anni, mentre chi non la vuole ne ha due di meno, più o meno uomini e donne hanno lo stesso atteggiamento rispetto alla tutela giudiziaria, sono invece soprattutto le persone coniugate a preferirla in confronto a chi non è sposato.

Innegabili ed innumerevoli i vantaggi che la tutela legale porta con sé, peccato che forse siano poco conosciuti, questa copertura fornisce infatti all’assicurato un’assistenza legale in ogni momento della vertenza, sia che l’assicurato richieda un risarcimento sia che la richiesta venga fatta a lui da una terza parte.

Sebbene siano chiari i vantaggi che si possono ottenere con la tutela legale questa, come ha affermato Assicurazione.it, viene inclusa nella propria polizza solo da una minima percentuale di automobilisti, dato che appare ancor più difficile da comprendere se si considera che sono sufficienti 0,08 euro al giorno per includerla, nella più cara delle ipotesi il costo annuo della tutela legale è comunque inferiore a trenta euro.

Sono le categorie professionali che avrebbero più problemi a gestire in maniera autonoma una vertenza legale quelle che scelgono maggiormente l’inclusione della tutela legale nella polizza Rc, ai primi posti di questa classifica troviamo pensionati e casalinghe.

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Questo post è stato scritto da admin in data Febbraio 18, 2011

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Attestato rischio assicurazioni auto

Contributo di Assicurazioni nel Mondo

Non tutti gli assicurati sanno che dal 3 aprile 2007, cioè da quando il decreto Bersani è stato convertito nella legge n° 40/2007, l’attestato di rischio ha una validità di 5 anni, mentre prima di tale decreto la validità era di 12 mesi (alcune Compagnie la estendevano fino al 18° mese).

Trascorsi i 5 anni senza che sia avvenuta la stipula di una nuova copertura assicurativa, si perde il diritto al mantenimento della classe di merito guadagnata con il sistema del bonus/malus, e si dovrà di conseguenza ripartire dalla classe di ingresso, ovvero la 14°.

L’attestato di rischio è un documento che attesta tutta la storia assicurativa di una persona. Contiene una tabella indicante le tipologie degli eventuali sinistri causati, subiti o con responsabilità paritaria.

La nuova validità dell’attestato di rischio permette a chi non intende più assicurare un’auto di proprietà, magari perché è stata venduta, data in conto vendita o perché non è più circolante, di conservare l’ultima classe di merito indicata nella sezione CU (Classe Universale).
Il certificato di rischio, infatti oltre alla CU, può contenere anche la cosiddetta “classe interna”, cioè la classe utilizzata dalla compagnia assicuratrice di riferimento, per calcolare il premio da pagare.

Quando un assicurato decide di cambiare società di assicurazione, può stipulare un nuovo contratto contenente una nuova classe di merito interna, ma questo dato rappresenta solo uno dei parametri adottati per calcolare la tariffa dell’assicurazione. Il costo totale della polizza è dato anche dal valore espresso dalla CU: tale valore rimarrà identico a quello indicato nell’ultimo attestato di rischio che ha rilasciato la Compagnia di provenienza.

Per legge, l’attestato di rischio deve essere consegnato all’assicurato tramite servizio postale, almeno 1 mese prima della scadenza annuale della polizza RC auto, allo scopo di permettere a chiunque di comunicare per tempo la disdetta assicurativa e di cambiare Compagnia.

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Questo post è stato scritto da admin in data Gennaio 10, 2011

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