L’idea che stava dietro alla sua genesi era assolutamente l’opposto, la Tata Nano era infatti stata prodotta proprio come macchina low cost, con il prezzo più appetibile per tutto il mercato ed ora si presenta invece come simbolo della ricchezza più sfrenata, con un prezzo che è passato da tremila a tre milioni e trecento mila euro. La Tata Nano sembra proprio essere uno specchio dell’India dove è nata: povertà estrema affianco ad una smisurata opulenza. È stata presentata in questi giorni a Mumbai, dal proprietario del Gruppo Rata Tata, in diverse versioni tutte all’insegna dell’esclusività: ricoperta d’oro o d’argento con inserite pietre preziose; si tratta di lavori di artigianato orafo certosino che hanno come obiettivo quello di far parlare della piccola utilitaria indiana.
Nessuna idea del possibile successo che potrà riscuotere questa versione della Tata, e non solo per l’assoluta particolarità di queste versioni ma anche per l’incredibile cifra a cui vengono vendute, ovvero oltre tre milioni di euro; prezzo ampiamente giustificato se si considera che sulla Tata sono stati incollati novanta chilogrammi d’oro, circa quindici chili d’argento e quasi dieci mila tra diamanti e rubini. Il tutto è stato realizzato con il pregiatissimo ed esclusivo lavoro degli artigiani orafi indiani, che hanno tecniche che non vengono riprodotte i nessun altro Paese al Mondo, e che hanno inserito su fari, cofano, cerchioni dei motivi decorativi propri della millenaria cultura dell’India.
L’auto ha anche lo scopo di celebrare i cinquemila anni di produzione dei gioiellieri indiani e per realizzare sono state utilizzate ben quattordici tecniche di oreficeria.
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Questo post è stato scritto da admin in data Settembre 21, 2011
