Scatta il ritiro immediato della patente per l’incidente con lesioni

Una delle novità introdotte dal Nuovo Codice della Strada è il ritiro immediato della patente, che verrà applicato nelle situazioni più gravi, quindi nei casi di incidenti con lesioni. La norma è già stata applicata, il primo caso è avvenuto il 13 agosto quando a un 51enne è stato imposto, dalla Polstrada di Rimini, il ritiro immediato per aver causato un’incidente con feriti sulla statale Adriatica.
Dato che il provvedimento è immediato questa norma è oggetto di discussioni accese, perché basterebbe anche solo un tamponamento che però causa lesioni all’altro guidatore, come ad esempio un colpo di frusta, per vedersi ritirare la patente subito. La cosa che rende perplessi i più è il fatto che il provvedimento riguarda anche quei casi dove le lesioni causate non rientrano nella categoria di quelle definite “gravi” e che quindi prevedono per il ferito un periodo di oltre 40 giorni di convalescenza.
La nuova norma in questione è contenuta nell’articolo 222 - comma 2, del Codice Stradale: prevede che qualsiasi guidatore che dopo aver violato una delle norme contenute nel Codice della strada e abbia causato lesioni personali legate ad un incidente, subisce immediatamente il ritiro della patente. L’orano o l’agente che si deve occupare dell’accertamento della violazione, dopo aver stabilito che il ritiro deve avvenire ritira subito il documento e lo trasmette, con tanto di rapporto al Prefetto. Il Prefetto a questo punto è incaricato della sospensione effettiva della patente, che potrà durare fino a un massimo di tre anni. L’invio dei documenti deve essere fatto entro 10 giorni e tramite il proprio comando o ufficio di riferimento

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Questo post è stato scritto da admin in data Settembre 3, 2010

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“MilanoSìmuove”: 5 referendum per migliorare vita e ambiente nel capoluogo lombardo

“MilanoSìmuove”, questo il nome della campagna nata per dare vita ai cinque referendum per favorire la qualità della vita e dell’ambiente nel capoluogo meneghino.
I suoi ideatori, che avevano raccolto le prime adesioni già a giugno,  hanno visto approvare ufficialmente le prime firme dei 100 sottoscrittori solo ieri. L’approvazione, arrivata dalle stanze di Palazzo Marino, ha permesso di avviare la convalida dei moduli destinati alla raccolta di tutte le  firme necessarie a rendere concreti questi referendum. Perché si arrivi alle urne servono infatti ben 15.000 sottoscrittori che dovranno aderire alla campagna entro il 6 novembre 2010.
“MilanoSìmuove” è stata lanciata da Marco Cappato, Segretario in carica dell’Associazione Luca Cascioni, con l’obiettivo di evitare che la “Milano dell’Expo” si trasformi nella capitale dell’inquinamento degli spazi urbani e della speculazione edilizia.
Bisogna sottolineare che l’iniziativa viene sostenuta grazie all’attività dei suoi volontari e alle donazioni dei cittadini, per avere un approfondimento maggiore su come viene gestita la campagna si può visitare il sito ufficiale www.milanosimuove.it. Le firme per sostenere il progetto vengono raccolte presso alcuni uffici pubblici e presso i banchetti allestiti nelle vie della città. Nello specifico i 5 referendum prospettano di:
1: RIDURRE TRAFFICO E SMOG RIDUCENDO L’USO DELL’AUTO PRIVATA
L’obiettivo è scoraggiare l’utilizzo dell’auto e potenziare il sistema dei mezzi pubblici, anche estendendo l’Ecopass e rendere la zona del centro pedonale e off limits alle macchine. Dimezzare il traffico significherebbe ancora: completare due nuove linee metropolitane, realizzare 300 km di piste ciclabili, potenziare il bike sharing, il car sharing e i minibus di quartiere, estendere la regolamentazione della sosta e incentivare la rottamazione definitiva delle auto, utilizzando a questo fine le risorse generate dall’estensione di Ecopass a tutte le auto.
2: RADDOPPIARE LA PRESENZA DEGLI ALBERI IN CITTA’
Una Milano senza auto vedrebbe raddoppiare gli alberi e le aree verdi. La proposta da firmare prevede di riservare a verde pubblico almeno la metà delle superfici in via di riqualificazione, di garantire a tutti giardini e aree gioco per bambini entro 500 metri da casa, utilizzando i proventi di tariffe progressive per chi spreca risorse ambientali scarse e coinvolgendo sponsor e cittadini nella cura del territorio.
3: AVERE IN EREDITA’ DALL’EXPO UN PARCO
Il terzo referendum chiede di lasciare alla città come eredità dell’EXPO un nuovo grande parco, connesso con il sistema delle aree verdi e delle acque, evitando i rischi della speculazione edilizia.
4: ALZARE IL LIVELLO DI EFFICIENZA ENERGETICA PER RISPARMIARE ENERGIA
Per dimezzare le emissioni inquinanti derivanti dagli edifici si chiedono standard di alta efficienza energetica per la costruzione di quelli nuovi edifici e la rimessa a nuovo di quelli vecchi privi di valore storico.
5: RIQUALIFICARE LA ZONA DELLA DARSENA
Con l’ultimo referendum si vuole far tornare la Darsena il porto di Milano e riattivare a tratte, laddove possibile, il paesaggio urbano e il sistema dei canali dei Navigli oggi interrati, attraverso le risorse generate dalla parziale dismissione del patrimonio immobiliare pubblico.

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Questo post è stato scritto da admin in data Luglio 8, 2010

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