Anche per Ferrari e Maserati calo delle vendite

Prima o poi doveva capitare: la crisi economica che tutti tocca e che obbliga ogni persona a sacrifici e rinunce e che, allo stesso tempo crea inevitabili cali di vendite in tutti i settori merceologici, doveva riguardare anche i comparti del lusso e dei beni riservati a pochi. Ed infatti così è stato e i risultati delle vendite delle case automobilistiche di lusso sono inequivocabili e non consentono altre interpretazioni: nei primi tre mesi di quest’anno le vendite delle automobili del Cavallino Rampante sono dimunite di più del cinquanta per cento, 51,5% per la precisione per la Ferrari, e sono state immesse sul mercato il settanta per cento in meno di Maserati; e la crisi non tocca solo questi due marchi ma anche per tutte le altre vetture del segmento lusso la situazione non è per nulla migliore.

Ricercando le cause di questo improvviso e sensibile calo delle vendite delle macchine di lusso, settore da sempre legato e radicato nel nostro Paese, Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, sottolinea come le cause vadano ricercate sia nel costo notevole del bollo per questo tipo di vetture ma anche nella stretta ai controlli fiscali che il Governo guidato da Mario Monti ha imposto al nostro Paese. Quindi una parte delle motivazioni di questa diminuzione delle vendite è senz’altro da imputare alla crisi economica, ma questa è una motivazione parziale poiché in altre Nazioni le diminuzioni non sono state così forti, quindi il Presidente dell’associazione che ha la rappresentanza di tutti i concessionari delle case automobilistiche presenti sul mercato italiano, chiede che il Governo intervenga a favore di questo settore con provvedimenti simili a quelli con cui è stato tutelato il comparto delle imbarcazioni o degli aerei.

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Marzo pessimo quasi per tutte le case automobilistiche

Proprio come si temeva il mese di marzo ha rappresentato una caduta pesantissima per quanto prevista ed annunciata del mercato delle vendite delle automobili nel nostro Paese, il mese scorso ha registrato un crollo del 26,7 per cento, che tradotto significa che rispetto al 2001 sono state immesse sul mercato cinquanta mila auto in meno. Senza dubbio, per comprendere a tutto tondo il dato, bisogna considerare anche l’interruzione dell’attività di trasporto delle bisarche avvenuta il mese passato, ma non si può esaurire qui l’analisi delle motivazioni che sono invece date da una crisi del mercato con radici ben più profonde. Fiat, tra le case automobilistiche maggiormente coivolte dalla crisi, registra un meno 35,6% ed ha perso, nel confronto con il mese di marzo dell’anno prima, oltre tre punti percentuali della quota di mercato posseduta; anche per Alfa Romeo, che fino ad ora aveva avvertito in modo minore la pesantezza della crisi, ha subito un vero e prorprio crollo con una perdita del 45%.

Ci sono però alcune case che si sono differenziate ed alzano la testa in questo periodo difficilissimo, una di queste è la Land Rover che nel mese appena concluso ha venduto mille e quattrocento auto, registrando una crescita superiore al sessanta per cento; buoni risultati vengono segnati anche da Jeep che registra un più 33,6 per cento. A questi due marchi vanno aggiunte anche le prestazioni segnate dalle coreane Kia e Hyundai: quest’ultima cresce dell’11,5 per cento nei trenta giorni passati con una quota di mercato che va dal 2,17 al 3,13; Kia invece cresce con numero più bassi ma percentuali maggiori e registra quindi un incremento del più 26,92%

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Questo post è stato scritto da admin in data Aprile 4, 2012

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