Waze: la caccia al pirata della strada si fa social

si evolvono per adeguarsi ai cambiamenti della società e alle sue esigenze. Quello che sta avvenendo sulle strade d’Oltreoceano ha una portata storica: se il problema principale sta diventando quello della pirateria, allora un’App nata per segnalare ingorghi e posti di blocco, da nemica diventa amica della polizia e si evolve per dare vita a delle vere e proprie cacce social ai pirati della strada.
Stiamo parlando di Waze, la comunità di automobilisti più grande del mondo, ideata come strumento di solidarietà fra automobilisti che si scambiano informazioni sul traffico in città, in modo da evitare le code e segnalare strade alternative più libere. Qualcuno, in realtà, la utilizzava anche per fare il furbetto e indicare dove si trovavano i posti di blocco, in modo che ladri o altri trasgressori potessero trovare dei percorsi “meno pericolosi”. L’applicazione, nata in Israele con il crowdfunding e ora in mano a Google che ha deciso di comprarla, conta 50 milioni di utenti e, da poco, ha siglato un accordo con la città e la polizia di Los Angeles. Sull’app saranno diffusi degli avvisi pubblici con cui si segnalano alla comunità episodi di pirateria, in modo che tutti possano dare il loro contributo alla caccia al pirata della strada del momento. Il simboletto parla chiaro: si tratta di una macchinina nera attrezzata di un passamontagna.
Una volta concluso l’acquisto Google ha spinto molto per questa importante evoluzione, di modo che la reputazione di Waze venisse rivalutata in senso positivo. Ed è certo che questa iniziativa avrà dei riscontri anche in Europa.

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Questo post è stato scritto da admin in data Aprile 28, 2015

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Vendere auto sui social

A Verona si è tenuto il tredicesimo Automotive Dealer Day, una serie di incontri dedicati a chi lavora nel settore auto, in particolare nella vendita di vetture e componenti. A questa edizione ha partecipato anche Patricia Consonni di Facebook Italia che ha fatto luce sul valore dei social media, in particolare di quello per cui lavora, per il contatto con i clienti.

Effettivamente Facebook consente alle aziende di pensare campagne molto “targettizzate” (come si dice nel gergo), vale a dire di andare a individuare i potenziali clienti con una precisione molto elevata. Il social network infatti permette di accedere alle preferenze e agli interessi di ogni singolo utente, fornendo di lui un profilo preciso e dettagliato. Questo, come la stessa Consonni ha tenuto a sottolineare, nel pieno rispetto dei limiti della privacy.

Per le concessionarie e i negozi di ricambistica, ma anche per i numerosi siti che si occupano della vendita di auto e pezzi di ricambio, diventa così fondamentale giocarsi la partita sui social network. Soprattutto alla luce degli ultimi numeri italiani di Facebook: l’Italia è il Paese con più utenti attivi tra Europa, Medio Oriente e Africa. Questo dato si traduce in 26 milioni di accessi al giorno, il 42% di tutto il tempo che passiamo online nel nostro paese. Per di più, il 77% degli utenti accede al social almeno una volta al giorno e il 75% di chi usa Facebook guarda almeno un video al giorno. Questo per incentivare delle azioni che portino il settore automotive a nuove forme di marketing che in Germania hanno creato, per esempio, un mercato che vale 1,6 miliardi di euro l’anno.

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Questo post è stato scritto da admin in data Aprile 23, 2015

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