Voglio un’auto come Steve McQueen

E’ proprio il caso di dirlo: vuole una vita spericolata il milionario che ha deciso di acquistare l’ultima automobile di Steve McQueen per un valore dieci volte superiore a quello di mercato. E non parliamo di spiccioletti: la Porsche 930 in questione è stata valutata per 150mila dollari, mentre all’asta che si è svolta in questi giorni in California il prezzo di vendita è stato di 1,75milioni, come riporta il sito del Corriere della Sera.

Si tratta di un modello ordinato dal turbolento attore nel 1976, quattro anni prima della sua morte: le case automobilistiche ricevevano spesso le sue richieste di modelli personalizzati, ma questo è davvero speciale, non solo perchè è stato l’ultimo della sua vita, ma anche perchè ha delle caratteristiche notevoli e uniche.

A partire dal colore, appositamente studiato da Porsche, lo Slate Grey. Per i più appassionati ecco qualche altro dettaglio tecnico: motore 3.0 litri turbo flat-six, cambio manuale a quattro rapporti, interni neri, cerchi in lega e 234 cavalli.

E se non basta ecco il tocco che solo Steve McQueen poteva dare a questo veicolo: un pulsante nascosto che l’attore utilizzava durante le gare di velocità che correva a Los Angeles e che serviva a spegnere le luci posteriori nel caso arrivasse la polizia. Altra nota curiosa per gli amanti della vita spericolata del mito degli anni ‘60: fu proprio su questa auto che il figlio dell’attore imparò a guidare da solo e di nascosto dal padre, via per lavoro e poi segretamente consapevole dell’abitudine del quindicenne di rubare il suo bolide. L’auto è appartenuta, per la cronaca, anche al figlio di Dean Martin e parte del ricavato dell’asta è stato devoluto alla casa di accoglienza “The Boys Repubblic”, la stessa che ospitò proprio Steve McQueen negli anni ‘40 per salvarlo da una giovinezza tutt’altro che facile.

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Questo post è stato scritto da admin in data Agosto 20, 2015

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Aumentano gli atti di pirateria stradale

Se gli incidenti diminuiscono, seppur a ritmi ancora troppo lenti, gli episodi di pirateria stradale, il più vile atto che si possa commettere sulle nostre strade, non tendono a calare, anzi. L’Asaps ha analizzato i dati relativi al primo semestre 2015 e ha scoperto come i numeri, sempre tristi cifre dietro cui ci sono delle vite umane, rivelino un panorama ancora troppo nero.

Rispetto allo stesso periodo di un anno fa (il 2014 fu un anno funesto per questo fenomeno), i primi sei mesi di quest’anno hanno visto morire 61 persone, il 4,3% in più. Se si abbassa il numero di chi si macchia di incidenti a causa dell’alcol, aumentano gli automobilisti che li provocano sotto effetto di droghe. Dei pirati, il 27% ha cittadinanza straniera e, del totale, il 56,4% è stato identificato, in numeri si parla di 273 persone. Dei vili fuggiti dopo un incidente e riconosciuti successivamente, 215 sono stati denunciati a piede libero e soltanto 58 sono stati arrestati.

Positivi solo i numeri relativi ai ciclisti: le vittime di pirati della strada in questo caso è sceso 40% rispetto a un anno fa; terribili, invece, i dati sui pedoni, considerando che delle 61 vittime morte nei primi sei mesi del 2015, 33 stavano camminando a piedi. Guardando al mese di luglio e aggiungendolo al triste conteggio, siamo già a 580 episodi e 71 vittime. Tra le regioni la Lombardia è quella che più patisce le conseguenze di questo fenomeno, seguita da Veneto e Lazio.

L’Asaps ricorda come sia necessario porre fine all’iter legislativo per l’istituzione del reato di omicidio stradale e come pesi sulle fughe anche la mancata copertura assicurativa che, nonostante il calo dei prezzi di questi mesi, non è pagata per oltre 4 milioni di veicoli circolanti in Italia.

Posted under assicurazione, automobili, incidenti, sicurezza stradale

Questo post è stato scritto da admin in data Agosto 14, 2015

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