Il principio è corretto: bisogna accompagnare il settore delle auto a una corretta e sana competizione di mercato. Prolungare troppo a lungo e in maniera troppo sostanziosa il sistema degli incentivi governativi rischia di essere più che un aiuto, una pratica assistenzialista dannosa per il comparto. E’ questo in sintesi il succo delle decisioni del Ministero per lo Sviluppo Economico rese note dal ministro Claudio Scajola. Non si tratta di una ritirata e, assicura Scajola, il Governo si impegnerà comunque nel creare soluzioni che agevolino la creazione di un prodotto di qualità e che tuteli e difenda ecologia e ambiente. Si vogliono aiutare i consumi, ma anche ridurre l’inquinamento e i consumi energetici. In buona sostanza, gli incentivi per la rottamazione o riconversione delle automobili ci saranno, ma saranno decisamente più bassi rispetto allo scorso anno. Di quanto non si sa. Il Governo, ha detto Scajola, lo sta ancora decidendo, ma l’attesa non durerà a lungo. Entro Febbraio si giocherà a carte scoperte. O almeno così ha dichiarato Scajola a chi lo pressava per una data. Conti alla mano però, è piuttosto difficile che quella scadenza venga rispettata; il decreto, infatti, è per ammissione dello stesso ministro ancora in fase di studio e a fine mese il ministro incontrerà la Fiat per verificare quale sia il piano aziendale dell’azienda alla luce della preannunciata dismissione dello stabilimento di Termini Imerese. In attesa delle decisioni del Governo il mercato dell’auto si prepara al calo delle vendite e Anfia, Unrae e le principali associazioni di categorie sono già sul piede di guerra.
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Questo post è stato scritto da admin in data Febbraio 4, 2010
