DEL RISARCIMENTO DEL DANNO

DEL RISARCIMENTO DEL DANNO

Legge 24 dicembre 1969, n.990

Assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti Capo III

Articolo 18.

Il danneggiato per sinistro causato dalla circolazione di un veicolo o di un natante per i quali a norma della presente legge vi è obbligo di assicurazione ha azione diretta per il risarcimento del danno nei confronti dell’assicuratore, entro i limiti delle somme per le quali è stata stipulata l’assicurazione. Fino alle somme minime per cui è obbligatoria l’assicurazione, indicate nella tabella A allegata alla presente legge, l’assicuratore non può opporre al danneggiato, che agisce direttamente nei suoi confronti, eccezioni derivanti dal contratto, nè clausole che prevedano l’eventuale contributo dell’assicurato al risarcimento del danno. L’assicuratore ha tuttavia diritto di rivalsa verso l’assicurato nella misura in cui avrebbe avuto contrattualmente diritto di rifiutare o ridurre la propria prestazione.

Articolo 19.

E’ costituito presso l’Istituto nazionale delle assicurazioni un “Fondo di garanzia per le vittime della strada”, per il risarcimento dei danni causati dalla circolazione dei veicoli dei natanti per i quali a norma della presente legge vi è obbligo di assicurazione nei casi in cui: a) il sinistro sia stato cagionato da veicolo o natante non identificato;

b) il veicolo o natante non risulti coperto da assicurazione;

c) il veicolo o natante risulti assicurato, con polizza facente parte del portafoglio italiano, presso una impresa la quale, al momento del sinistro, si trovi in stato di liquidazione coatta con dichiarazione di insolvenza, o vi venga posta successivamente. Nelle ipotesi di cui alle lettere a) e b), il risarcimento è dovuto solo per i danni alle persone. Nelle ipotesi di cui alla lettera c) è dovuto il risarcimento per i danni alle persone nonchè per i danni alle cose il cui ammontare sia superiore a lire 100.000 e per la parte eccedente tale ammontare.

La liquidazione dei danni è effettuata dall’impresa designata a norma del successivo art. 20 per il territorio in cui il sinistro è avvenuto.

L’eventuale azione per il risarcimento del danno deve essere esercitata nei confronti della stessa impresa. L’Istituto nazionale delle assicurazioni, gestione autonoma del “Fondo di garanzia per le vittime della strada”, può intervenire nel processo, anche in grado di appello.

Articolo 20.

Il “Fondo di garanzia per le vittime della strada” è gestito, sotto il controllo del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, dall’Istituto nazionale delle assicurazioni, a mezzo del proprio consiglio di amministrazione, con la collaborazione di un comitato, presieduto dal presidente dell’Istituto o, in sua vece, dal direttore generale, composto di rappresentanti del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, del Ministero del tesoro, dell’Istituto nazionale delle assicurazioni, delle imprese di assicurazione e degli utenti di autoveicoli. Nel regolamento di esecuzione saranno stabilite le modalità per la gestione del Fondo e le attribuzioni del comitato predetto.

Il Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato, con decreto da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, designa per ogni regione, o per gruppi di regioni, del territorio nazionale l’impresa che provvede a liquidare agli aventi diritto le somme loro dovute per i sinistri di cui al precedente articolo, comma primo, lettere a) e b), verificatisi nel territorio di sua competenza nel triennio successivo alla data di pubblicazione del decreto o alla diversa data indicata nel decreto stesso.

L’impresa designata deve provvedere anche per i sinistri verificatisi oltre la scadenza del triennio, fino alla pubblicazione del decreto che designi altra impresa.

Nel caso previsto nel comma primo, lettera c) del precedente articolo, debbono provvedere alla liquidazione dei danni per sinistri le imprese che risultino territorialmente designate alla data di pubblicazione del decreto che dispone la liquidazione coatta. Le somme anticipate dalle imprese designate, comprese le spese e al netto delle somme recuperate a norma del successivo art. 29, saranno rimborsate dall’Istituto nazionale delle assicurazioni, gestione autonoma del “Fondo di garanzia per le vittime della strada”, secondo le convenzioni che saranno stipulate fra le imprese e l’istituto predetto e che saranno soggette all’approvazione del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato.

Articolo 21.

Nel caso previsto alla lettera a) del primo comma dell’art. 19, il danno è risarcito soltanto se dal sinistro siano derivate la morte o una inabilità temporanea superiore a 90 giorni, o una inabilità permanente superiore al 20 per cento, con il massimo di lire 15 milioni per ogni persona sinistrata nel limite di lire 25 milioni per ogni sinistro.

La percentuale di inabilità permanente, la qualifica di vivente a carico e la percentuale di reddito del sinistrato da calcolare a favore di ciascuno dei viventi a carico, sono determinate in base alle norme del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, recante il testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Quando per il calcolo dell’indennizzo debba essere preso in considerazione il reddito del danneggiato, il reddito stesso non può essere determinato in misura superiore a quella del reddito lordo di lavoro denunciato dal danneggiato o accertato a suo carico nell’anno precedente e risultante dalla dichiarazione annuale dei redditi o, in mancanza di denuncia o accertamento a tale fine, al minimo imponibile determinato ai sensi dell’art. 130 del testo unico delle leggi sulle imposte dirette approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 gennaio 1958, n. 645. Nel calcolo vanno compresi anche i redditi esenti, per legge, dall’imposta.

Nei casi previsti dalle lettere b) e c) del primo comma dell’art. 19, il danno è nei limiti dei massimali indicati nella tabella A allegata alla presente legge per i veicoli o i natanti della categoria cui appartiene il mezzo che ha causato il danno.

Articolo 22.

L’azione per il risarcimento di danni causati dalla circolazione dei veicoli o dei natanti, per i quali a norma della presente legge vi è obbligo di assicurazione, può essere proposta solo dopo che siano decorsi sessanta giorni da quello in cui il danneggiato abbia chiesto il risarcimento del danno, a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento all’assicuratore o, nelle ipotesi previste dall’art. 19, comma primo, lettere a) e b), all’impresa designata a norma dell’art. 20 o all’Istituto nazionale delle assicurazioni, gestione autonoma del “Fondo di garanzia per le vittime della strada”. Il danneggiato che, nell’ipotesi prevista dall’art. 19, comma primo, lettera a), abbia fatto la richiesta all’impresa designata o all’istituto predetto, non è tenuto a rinnovare la richiesta stessa qualora successivamente venga identificato l’assicuratore del responsabile.

Articolo 23.

Nel giudizio promosso contro l’assicuratore, a norma dell’art. 18, comma primo, della presente legge, deve essere chiamato nel processo anche il responsabile del danno. Nel caso previsto alla lettera b) del primo comma dell’art. 19 deve essere convenuto in giudizio anche il responsabile del danno. Parimenti nel giudizio promosso ai sensi della lettera c) del primo comma dello stesso art. 19 deve essere convenuto in giudizio anche il commissario liquidatore dell’impresa assicuratrice.

Articolo 24.

Nel corso del giudizio di primo grado, gli aventi diritto al risarcimento che, a causa del sinistro, vengano a trovarsi in stato di bisogno, possono chiedere che sia loro assegnata una somma da imputarsi nella liquidazione definitiva del danno. Il giudice istruttore civile o penale, sentite le parti, qualora da un sommario accertamento risultino gravi elementi di responsabilità a carico del conducente, con ordinanza immediatamente esecutiva provvede all’assegnazione della somma ai sensi del primo comma, nei limiti dei quattro quinti della presumibile entità del risarcimento che sarà liquidato con la sentenza. Se la causa civile è sospesa ai sensi dell’art. 3, comma secondo, del codice di procedura penale, l’istanza è proposta al presidente del tribunale o al pretore, dinanzi al quale è pendente la causa stessa che provvederà dopo aver effettuati, se necessario, sommari accertamenti anche in deroga all’art. 298, comma primo, del codice di procedura civile. Analogamente provvedono il tribunale nel corso di giudizio di primo grado o il pretore sia nella fase dell’istruzione che in quella del giudizio.

L’istanza può essere ripetuta nel corso del giudizio.

L’ordinanza può essere revocata con la decisione del merito.

Articolo 25.

Le sentenze ottenute dal danneggiato contro l’assicuratore prima che sia intervenuto nei confronti del medesimo il provvedimento di liquidazione coatta con dichiarazione dello stato di insolvenza sono opponibili, se passate in giudicato, all’impresa designata per il risarcimento del danno a norma dell’art. 20 entro i limiti di risarcibilità fissati dall’art. 21, ultimo comma.

Se il provvedimento di cui al precedente comma interviene in corso di giudizio e questo prosegua nei confronti dell’impresa in liquidazione coatta, le pronunce relative sono opponibili, entro i limiti di risarcibilità fissati dall’art. 21, ultimo comma, all’impresa designata a condizione che la pendenza del giudizio le sia stata comunicata da chi vi abbia interesse con atto notificato a mezzo di ufficiale giudiziario.

L’impresa designata può intervenire volontariamente nel processo, anche in grado di appello, proponendo, nella comparsa di costituzione, le istanze, difese e prove che ritiene di suo interesse.

Articolo 26.

L’azione diretta che spetta al danneggiato nei confronti dell’assicuratore a norma dell’art. 18, primo comma, e quella che spetta al danneggiato nei confronti dell’impresa designata a norma dell’art. 20, nei casi previsti nel primo comma dell’art. 19, lettere a)e b), sono soggette al termine di prescrizione cui sarebbe soggetta l’azione verso il responsabile.

L’azione che spetta al danneggiato contro l’impresa designata a norma dell’art. 20, nel caso previsto al primo comma dell’art. 19, lettera c), è proponibile fino a che non sia prescritta l’azione nei confronti dell’impresa posta in liquidazione coatta.

Articolo 27.

Qualora vi siano più persone danneggiate nello stesso sinistro e il risarcimento dovuto dal responsabile superi le somme assicurate, i diritti delle persone danneggiate nei confronti dell’assicuratore o dell’impresa designata a norma dell’art. 20, sono proporzionalmente ridotti fino alla concorrenza delle somme assicurate o rispettivamente di quelle indicate nell’articolo 21.

L’assicuratore o l’impresa designata a norma dell’art. 20 che, decorsi trenta giorni dall’incidente e ignorando l’esistenza di altre persone danneggiate pur avendone ricercata l’identificazione con la normale diligenza, ha pagato ad alcuna di esse una somma superiore alla quota spettante, non risponde verso le altre persone danneggiate fino alla concorrenza della somma versata, salva l’azione degli interessati per il recupero delle somme indebitamente percepite ai fini della ripartizione in conformità del primo comma del presente articolo.

Articolo 28.

Le somme dovute dall’assicuratore o dall’impresa designata a norma dell’art. 20 al danneggiato per: spese di trasporto a un vicino ospedale o ambulatorio di pronto soccorso pubblico o privato o al domicilio; spese di medicazione; spese di spedalità; spese mediche e farmaceutiche; spese funerarie qualora siano state anticipate da pubblici ospedali o da altri enti pubblici debbono, se non garantite da altra assicurazione obbligatoria, essere corrisposte direttamente a coloro che le hanno anticipate, purchè ne facciano richiesta prima che sia stato pagato il risarcimento al danneggiato. Qualora il danneggiato sia assistito da assicurazione sociale, l’ente gestore dell’assicurazione sociale ha diritto di ottenere direttamente dall’assicuratore del responsabile o dall’impresa designata a norma dell’art. 20 il rimborso delle spese sostenute per le prestazioni erogate al danneggiato ai sensi delle leggi e dei regolamenti che disciplinano detta assicurazione, semprechè non sia già stato pagato il risarcimento al danneggiato, con l’osservanza degli adempimenti prescritti nei due commi successivi. Prima di provvedere alla liquidazione del danno, l’assicuratore del responsabile o l’impresa designata a norma dell’art. 20 sono tenuti a richiedere al danneggiato una dichiarazione attestante che lo stesso non ha diritto ad alcuna prestazione da parte di istituti che gestiscono assicurazioni sociali obbligatorie. Ove il danneggiato dichiari di avere diritto a tali prestazioni, l’assicuratore o l’impresa designata a norma dell’art. 20 sono tenuti a darne comunicazione al competente ente di assicurazione sociale e potranno procedere alla liquidazione del danno solo previo accantonamento di una somma idonea a coprire il credito dell’ente per le prestazioni erogate o da erogare.

Trascorsi 45 giorni dalla comunicazione di cui al precedente comma senza che l’istituto di assicurazione abbia dichiarato di volersi surrogare nei diritti del danneggiato, l’assicuratore del responsabile o l’impresa designata a norma dell’art. 20 potranno disporre la liquidazione definitiva in favore del danneggiato. L’ente di assicurazione sociale ha diritto di ripetere dal danneggiato le somme corrispondenti agli oneri sostenuti se il comportamento del danneggiato abbia recato pregiudizio all’azione di surrogazione.

Articolo 29.

L’impresa designata che, anche in via di transazione, ha risarcito il danno nei casi previsti nel primo comma dell’art. 19, lettere a) e b), ha azione di regresso nei confronti dei responsabili del sinistro per il recupero dell’indennizzo pagato nonchè dei relativi interessi e spese.

Nel caso previsto alla lettera c) del primo comma dell’art. 19, l’impresa che, anche in via di transazione, ha risarcito il danno è surrogata, per l’importo pagato, nei diritti sia dell’assicurato che del danneggiato verso l’impresa posta in liquidazione coatta con gli stessi privilegi stabiliti dalla legge a favore dei medesimi.

Articolo 30.

Le imprese designate a norma dell’art. 20 debbono tenere separata gestione dei sinistri di cui all’art. 19. Alla fine di ciascun semestre dell’esercizio esse debbono trasmettere all’Istituto nazionale delle assicurazioni, gestione autonoma del “Fondo di garanzia per le vittime della strada”, un rendiconto degli oneri sostenuti nel semestre stesso per pagamento di danni derivanti da sinistri e relative spese di gestione, redatto in conformità delle norme che saranno stabilite con il regolamento di esecuzione. Le imprese stesse debbono altresì, alla fine di ogni esercizio, comunicare all’Istituto nazionale delle assicurazioni, gestione autonoma del “Fondo di garanzia per le vittime della strada”, l’ammontare dei danni derivanti da sinistri liquidati e non ancora pagati, nonchè il presumibile ammontare dei danni da sinistri denunciati e non ancora liquidati.

Le gestioni separate di cui al primo comma sono sottoposte alla vigilanza del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, il quale potrà adottare tutti i provvedimenti eventualmente necessari, compresa la sostituzione dell’impresa designata.

Articolo 31.

Le imprese autorizzate all’esercizio delle assicurazioni per la responsabilità civile per i danni causati dalla circolazione dei veicoli sono tenute a versare annualmente all’Istituto nazionale delle assicurazioni, gestione autonoma del “Fondo di garanzia per le vittime della strada”, con le modalità che saranno stabilite nel regolamento di esecuzione, un contributo da determinarsi in una percentuale del premio incassato per ciascun contratto relativo alle predette assicurazioni.

La misura del contributo è determinata annualmente, nel limite massimo del 3 per cento, con decreto del Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato, tenuto conto dei risultati della gestione dei sinistri di cui all’art. 19.

Per la determinazione del contributo di cui al precedente comma l’Istituto nazionale delle assicurazioni, gestione autonoma del “Fondo di garanzia per le vittime della strada”, è tenuto a trasmettere ogni anno al Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato un rendiconto della gestione riferito all’anno precedente, secondo le norme che saranno stabilite nel regolamento di esecuzione della presente legge.

Nel primo anno di applicazione della presente legge il contributo predetto è stabilito nella misura del 3 per cento dei premi incassati risultanti dall’ultimo bilancio approvato.

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Questo post è stato scritto da admin in data Agosto 28, 2008

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